Il Venezia sconfigge con pieno merito il Catanzaro, che tiene discretamente il campo soltanto nel primo tempo, prima di crollare nella ripresa. Negli ultimi 20 minuti, la squadra giallorossa, già in evidente difficoltà, è anche costretta ad affrontare i quotatissimi avversari in inferiorità numerica, a causa dell’espulsione di Bruno Verrengia. A parziale consolazione per i ragazzi di Alberto Aquilani, la consapevolezza di aver affrontato una formazione che c’entra davvero poco con la serie B: fino a non molti mesi or sono, molti degli atleti del club lagunare calcavano i terreni di gioco della massima divisione.
PRIMO TEMPO
Le scelte di formazione del tecnico delle Aquile manifestano l’intenzione di volersi giocare la partita: Rispoli prende il posto dello squalificato Jacopo Petriccione, con Pontisso dirottato come play; a sinistra è schierato Marco D’Alessandro e non un calciatore con maggiori capacità difensive, quali Di Chiara o Verrengia. Nell’undici lagunare, il lussemburghese Seid Korač sostituisce Joël Schingtienne, appiedato dal giudice sportivo.
Proprio in avvio, un errore in disimpegno di Rispoli concede opportunità di tiro a Doumbia, con il pallone che termina non lontano dal palo sinistro della porta difesa da Mirko Pigliacelli. Al minuto 6, però, è il Catanzaro a passare in vantaggio: D’Alessandro, in sospetto fuorigioco, sfrutta uno splendido filtrante di Iemmello e trafigge l’estremo opposto Stanković, invero non impeccabile nell’occasione. Serviranno circa cinque minuti al VAR per decretare la validità della marcatura. Quando finalmente si riprende a giocare, il Venezia schiuma rabbia e furore agonistico. I mediani centrali delle Aquile non riescono ad anticipare i diretti avversari, ed in più casi a leggerne le intenzioni: soprattutto di Busio che da play basso si trasforma sovente in trequartista o incursore, con un eccellente Kike Pérez che si muove in armonia. Quanto alle corsie, se D’Alessandro e Brighenti, a sinistra (destra per il Venezia), riescono, almeno a tratti, a contenere l’esuberanza di Hainaut (sempre assistito da un compagno), a destra (sinistra per la squadra lagunare) Sagrado, grazie anche al contributo di Doumbia, stravince i duelli contro Favasuli e Cassandro. Proprio da un cross di Sagrado nasce il pareggio dei padroni di casa: Busio, al 18’, corregge in goal un pallone non gestito benissimo da Adorante, autentico destinatario del cross. Nella situazione, la rapidità dei passaggi ed i movimenti senza palla di alcuni atleti del Venezia spezzano inesorabilmente la linea difensiva giallorossa. Proprio per queste ragioni, il marcatore (Busio, appunto) si trova nelle condizioni di battere liberamente a rete a pochi metri dalla linea fatale. Nel prosieguo, l’undici lagunare mantiene altissima la pressione e va due volte vicino al raddoppio (21’ e 24’). Tuttavia, il Catanzaro riesce pian piano ad organizzarsi: pur soffrendo nelle uscite, soprattutto per la mancanza di un elemento che sappia gestirle a dovere, riesce a costruire qualche azione che porta al tiro prima Cassandro (34’), poi Iemmello (36’) e infine Cisse (44’). In buona sostanza, allora, alla fine del primo tempo, il risultato può qualificarsi come equo.
SECONDO TEMPO
La ripresa si apre con un giallo giustamente comminato a Svoboda, autore di un brutto fallo su Cassandro. Resterà l’unica nota negativa di una formazione che dominerà in lungo ed in largo la frazione, pressando altissimo e costringendo il Catanzaro nella sua metà campo, se non nei suoi primi venti metri. Fra l’altro, già nei primi minuti, due calciatori giallorossi (prima Antonini poi Rispoli) si rendono protagonisti di leggerezze che espongono a grandi pericoli. In sintesi, nei primi 15 minuti del secondo tempo, le chiavi sono proprio la pressione alta del Venezia e la scarsa concentrazione di qualche elemento della squadra ospite. In tale frangente, Cisse (con la tecnica) e Pittarello (con il fisico) non riescono a tener su neppure un pallone (il numero 8 si fa anche ammonire per un brutto intervento ai danni di un avversario). In mezzo al campo, Pontisso e Rispoli perdono costantemente i loro riferimenti. Sul lato mancino, D’Alessandro, dopo un buon primo tempo, inizia ad avvertire la fatica. Favasuli ha orgoglio, ma continua a soffrire contro il dirimpettaio. Un disastro, con difesa martellata di continuo. Alberto Aquilani prova a porvi rimedio, al 64’, facendo subentrare Verrengia al posto proprio di D’Alessandro. Alla mossa conseguono Favasuli dirottato come esterno a sinistra, con Cassandro omologo sul lato opposto. Al posto di questi è sistemato Brighenti, con Verrengia, appunto, che va ad occupare la posizione di braccetto mancino. La scelta del tecnico si rivela presto infelice, sebbene, ovviamente, non per sue precise responsabilità. Il giovane difensore ex Potenza prima si dimentica di Yeboah, che, per buona sorte delle Aquile, calcia alto da favorevole posizione (67’). Poi scivola goffamente ai limiti dell’area di rigore, con la sfera fra i piedi (70’). Per impedire che il pallone stesso finisca nella disponibilità dell’avversario ecuadoregno, che a quel punto sarebbe liberissimo, lo ferma con una mano. Dopo on field review, Verrengia è correttamente espulso. Catanzaro, quindi, che già in affanno è pure ridotto in dieci. La prima conseguenza è un miracolo di Pigliacelli su conclusione di Sagrado, al 76’. Un minuto dopo, al tecnico non rimane che sacrificare le linee offensive. Cisse e Pittarello sono richiamati in panchina, con Di Chiara e Nuamah spediti sul terreno di gioco. Stroppa risponde escludendo Korač ed inserendo il più offensivo Compagnon, ex della sfida. La traversa salva le Aquile al 79’ (bomba di Kike Pérez), e proprio Compagnon, 120 secondi dopo, fa ammattire lo smarrito Di Chiara prima di chiamare Pigliacelli ad un non semplice intervento. Le lancette dell’orologio compiono ancora tre giri prima che un filtrante di un calciatore di casa finisca comodamente fra le braccia del portiere del Catanzaro. Già… peccato, però, che Matias Antonini, nella situazione, si stacchi dalla marcatura di Adorante e trattenga Kike Pérez in piena area di rigore. Il contatto è certamente lieve, ma piuttosto evidente. Ne consegue penalty, che Adorante non fallisce, portando la sua squadra in vantaggio. Aquilani prova a giocarsi un paio di carte della disperazione, con Buglio e Liberali che sostituiscono Pontisso e Brighenti, ma la squadra giallorossa non ha la forza per reagire. Anzi, è l’undici lagunare a trovare la terza marcatura, in pieno recupero, con Casas, intanto subentrato a Yeboah (nello stesso step anche Venturi era sceso sul terreno di gioco, al posto di Adorante). In precedenza, per dovere di cronaca, Busio si era visto annullare una rete per precedente fallo di Doumbia (88’) e Cassandro era stato ammonito per un intervento falloso (90’). Il triplice fischio, dopo sei minuti di recupero, consegna al Venezia tre punti che, per quanto osservato soprattutto nella ripresa, sono assolutamente meritati.
Venezia (3-5-2): Stanković; Korač, Svoboda, Šverko; Hainaut, Kike Pérez, Busio, Doumbia, Sagrado; Yeboah, Adorante. All. Stroppa. A disp: Grandi, Franjic, Haps, Fila, Venturi, Compagnon, Lela, Duncan, Bohinen, Sidibé, Casas, Petrelli.
Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Rispoli, D’Alessandro; Iemmello, Cisse; Pittarello. All. Aquilani. A disp: Marietta, Borrelli, Bashi, Liberali, Di Chiara, Bettella, Nuamah, Pompetti, Verrengia, Alesi, Di Francesco, Buglio.
Arbitro: Giovanni Ayroldi di Molfetta
Assistenti: Dario Cecconi di Empoli e Lorenzo Giuggioli di Grosseto
Quarto ufficiale: Mario Perri di Roma 1
VAR: Marco Serra di Torino – AVAR: Emanuele Prenna di Molfetta.






1 commento
Nessun dubbio sui meriti del Venezia squadra più forte del campionato e che se avesse un altro allenatore avrebbe già 60 punti, nel primo tempo però abbiamo avuto tre occasioni importanti (Iemmello Cassandro e Cisse) passate in secondo piano perché magari i tiri sono stati fiacchi, però i nostri calciatori si teovavano in Ottima posizione per segnare. Poi nel secondo tempo ci hanno sbundato il culo , ma alla fine perdiamo perché dobbiamo continuare a giocare con giocatori adattati sulla sinistra, che non sono da serie B. Parliamoci chiaro da B abbiamo non più di 13/14 calciatori, bravi a trascinare il gruppo e per questo abbiamo una buona classifica, per il resto giovani acerbi e qualche over anchilosato ed usurato.