Südtirol–Catanzaro 2-1, l’analisi tattica: tanto palleggio, poca profondità.

Le Aquile si inceppano contro il muro altoatesino

di Nicola mazzuca
1 commento

Il Südtirol conquista i tre punti capitalizzando l’ottimo approccio alla gara, sfruttando un marchiano errore difensivo della squadra avversaria, difendendo con ordine ed intensità nella ripresa, durante la quale il Catanzaro domina nel possesso, ma si dimostra scarsamente incisivo e realmente pericoloso in una sola circostanza, qualche secondo prima del triplice fischio.

I primi minuti della sfida.

L’inizio di match dell’undici giallorosso (che, per la precisione, indossa la divisa nera) è pessimo. La squadra di casa scende sul rettangolo verde con aggressività e ritmo altissimo, fatto di pressing e seconde palle. Per i primi 180 secondi di partita, il Catanzaro rimane schiacciato nei suoi primi venti metri. In questo contesto, con i calciatori del Südtirol che sbucano da tutte le parti, trovando scarsa opposizione nei difensori opposti, con Brighenti in particolare affanno, Pigliacelli ribatte una conclusione di Tait, ma non può opporsi al tap-in di Karim Zedadka, per altro lasciato troppo libero nel cuore dei sedici metri (3’). In estrema sintesi, la formazione giunta dalla lontana Calabria, in avvio, è molle e terribilmente confusa.

Iemmello, Liberali e Pittarello confezionano l’immediato pareggio.

Tuttavia, in maniera inattesa, il Catanzaro riesce a trovare un immediato pareggio. Con un colpo di tacco nel cerchio centrale, Iemmello libera la progressione di Mattia Liberali che percorre una ventina di metri palla al piede e poi serve Pittarello che, da posizione leggermente decentrata, trafigge Adamonis.

I minuti seguenti del primo tempo.

Ottenuto il pareggio, il Catanzaro sembra in grado di controllare la sfida e riesce anche a creare una discreta occasione con un lancio lungo che raggiunge Pittarello, non abilissimo nel calciare in porta anche per l’ottima opposizione di Kofler (20’). In questi frangenti, però, inizia ad emergere con chiarezza uno dei nodi tattici principali: la posizione di Iemmello. Il capitano delle Aquile si mantiene basso, addirittura sulla linea del play (Petriccione) e della mezzala (Pontisso). Costoro, pertanto, perdono un possibile riferimento in zona di rifinitura centrale. Inoltre, la lontananza dello Zar dall’area di rigore opposta, o anche dalla trequarti d’attacco, consente al Südtirol di mantenere abbastanza compatto il pacchetto arretrato, composto da tre atleti. In breve, all’undici di casa, per non correre grandissimi pericoli, è sufficiente controllare la zona in cui agisce Liberali (ispirato ma isolato) e chiudere le corsie, con attenzione ai tagli verso l’interno provati da Favasuli. Per tornare magari in vantaggio, la stessa squadra ospitante si affida alle verticalizzazioni e attende un episodio favorevole e fortunato.

Tale episodio occorre al minuto 21. Il Südtirol beneficia di una rimessa laterale all’altezza della linea mediana. La sfera, prolungata di testa da un calciatore, finisce nella disponibilità di Merkaj che anticipa un goffo tentativo di anticipo di Brighenti, supera l’impacciato Antonini in velocità ed infine batte Pigliacelli in disperata uscita. Una situazione tragicomica, più o meno da tornei amatoriali, con calciatori quali Cassandro, Petriccione o Pontisso completamente fuori posizione, in uno a Favasuli ed allo stesso Iemmello che, se proprio vuol agire da centrocampista, non può disconoscerne i movimenti in fase di non possesso. Naturalmente, dopo questa rete subita, la formazione ospite avrebbe tutto il tempo per pareggiare. Ci va vicino verso il 40’, quando Pittarello si vede respingere un colpo di testa dal portiere ospite. In quel momento, nessuno può immaginare che alle Aquile serviranno altri cinquanta giri di lancette per creare un’altra opportunità da rete.

Secondo tempo. Catanzaro padrone del campo, ma sterile in attacco.

La ripresa si apre con un copione scontato: il Catanzaro deve provare a recuperare, il Südtirol può gestire. In realtà, la squadra ospite si riversa nella metà campo avversaria, ma il suo calcio finisce per risultare estremamente prevedibile e poco incisivo. Il pallone è sovente dirottato sulle corsie, ma i numerosissimi cross sono quando troppo alti quando molto imprecisi. Con la formazione di casa schierata in una sorta di 5-1-3-1, in evidente posizione di attesa, Alberto Aquilani decide di inserire Frosinini al posto di Brighenti e Di Francesco in luogo di D’Alessandro (64’). Come conseguenza, Cassandro è dirottato a braccetto sinistro. Proprio i braccetti – Frosinini e Cassandro, appunto – accompagnano di frequente l’azione d’attacco, ma dai loro piedi non nascono occasioni. In sintesi, il Catanzaro è anche bello a vedersi fino alla trequarti opposta: il terreno di gioco è occupato bene, sia al centro sia in ampiezza. I problemi, però, nascono nel momento dell’ultimo passaggio o del traversone dai lati, con il richiamato Di Francesco molto evanescente a sinistra, e Favasuli, a destra, tanto generoso in progressione quanto inoffensivo nei palloni che gestisce. Iemmello finalmente prova a spingersi più avanti, ma non riesce ad avere un’occasione. Via via si spegne anche Liberali dopo una cinquantina di minuti di buon livello. Pontisso non trova la strada per un inserimento. Al posto dei due calciatori appena citati, subentrano anche Pandolfi e Pompetti (74’), che torna a calpestare un terreno di gioco dopo il brutto infortunio rimediato in estate. Il secondo dimostra grinta, il primo ne ha molta di meno, ma ad onor del vero non riceve palloni da trasformare in goal. La partita così si trascina stancamente con qualche tiro sbilenco del Catanzaro o per nulla insidioso. Per paradosso, è il Südtirol a beneficiare di una discreta opportunità in una ripartenza di Domen Črnigoj (non coperta da Di Francesco) che al 58’ aveva rilevato Tronchin. Al minuto 90, la lavagna luminosa segnala sei minuti di recupero. Proprio nell’ultimo, a seguito di un’azione un po’ confusa, Pittarello batte a rete da distanza ravvicinata, ma trova sulla sua strada la respinta di Raphael Odogwu, appostato sulla linea bianca, che si sostituisce al suo portiere. Il calciatore, che al 73’ ha avvicendato Pecorino, è un attaccante di ruolo, ma si rivela provvidenziale difensore.

Considerazioni conclusive.

Alla luce dei freddi numeri, il risultato finale non sembra specchio fedele dell’incontro. Il possesso del Catanzaro è stato schiacciante (70%) e le conclusioni della stessa squadra giallorossa sono state quasi il triplo di quelle del Südtirol (21-8). Tuttavia, i numeri stessi vanno analizzati con cura. La formazione padrona di casa ha avuto una conduzione pressoché perfetta della gara: l’approccio, il cinismo e la capacità di sfruttare il clamoroso errore difensivo avversario, la difesa ordinata sono state tutte chiavi di rilievo. Il Catanzaro ci ha messo del suo, con uno Iemmello a trotterellare a centrocampo per l’intero primo tempo o quasi. Proprio tale posizionamento del 9 delle Aquile ha consentito all’undici allenato da Castori di non spezzare la linea più arretrata con uscite di un calciatore dal pacchetto. Meriti del Südtirol, quindi, ma anche demeriti della squadra ospite, la cui struttura, ancorché solidissima nel possesso, ha rivelato gravi limiti nella profondità e nell’occupazione degli spazi centrali sulla trequarti, tanto che la manovra si è sviluppata quasi esclusivamente sui lati. E quegli spazi, evidentemente, non possono essere occupati dai braccetti, che, per intuibili motivi, difettano nella qualità, bensì dagli atleti dotati di tecnica maggiore.

Südtirol (3-5-2): Adamonis; El Kaouakibi, Kofler, Veseli; Molina, Tait, Tronchin, Casiraghi, Zedadka; Merkaj, Pecorino. All. Castori. A disposizione: Poluzzi, Theiner, Bordon, Mancini, Sabatini, F. Davi, S. Davi, Frigerio, Brik, Črnigoj, Odogwu, Verdi.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Petriccione, D’Alessandro; Iemmello, Liberali; Pittarello. All. Aquilani. A disposizione: Marletta, Esteves, Bashi, Pandolfi, Nuamah, Pompetti, Verrengia, Alesi, Rispoli, Frosinini, Di Francesco, Buglio.

Arbitro: Niccolò Turrini (sezione di Firenze)

Assistenti: Giuseppe Di Giacinto di Teramo e Simone Pistarelli di Fermo

Quarto ufficiale:  Francesco Zago di Conegliano

VAR: Alberto Santoro di MessinaAVAR: Stefano Del Giovane di Albano Laziale

Seguici anche su Facebook

Questo articolo ti è stato utile?
Si1No0

Articoli correlati

1 commento

Francesco 2 Febbraio 2026 12:29 - 12:29

Approccio determinante, senza fisicità nostro problema atavico, con queste squadre vai in difficoltà. Poi mettiamoci che qualcuno avrebbe bisogno di rifiatare data la carta d’identità. Vi chiedo intanto se è pronto il pulmino per Di Chiara Oudin Pandolfi Bashi Buglio

Rispondi

Lascia un commento