Stadio “Ceravolo” oltre le scadenze: perché i lavori richiederanno ancora tempo

Tra cantieri, autorizzazioni e prescrizioni tecniche, la riqualificazione dello stadio si confronta con le scadenze imposte dalla Serie B. Fine ottobre resta un obiettivo, ma il completamento potrebbe richiedere tempi più lunghi.

di Leonardo La Cava
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La riqualificazione dello stadio “Nicola Ceravolo” entra in una fase sempre più delicata e complessa. Se da un lato resta immutata la volontà dell’amministrazione comunale di consegnare alla città un impianto moderno e adeguato agli standard richiesti dal calcio professionistico, dall’altro appare ormai evidente come i tempi di realizzazione dell’opera si stiano progressivamente allungando rispetto alle previsioni inizialmente prospettate.

Non si tratta di una sorpresa né di un’anomalia esclusivamente catanzarese. I lavori pubblici, soprattutto quando coinvolgono investimenti rilevanti, seguono percorsi inevitabilmente articolati. Nel caso specifico del “Ceravolo“, l’intervento supera complessivamente i dieci milioni di euro e coinvolge una serie di procedure tecniche, amministrative e autorizzative che rendono il quadro particolarmente complesso.

A differenza di un’opera ordinaria, infatti, il progetto di adeguamento dello stadio deve confrontarsi contemporaneamente con molteplici esigenze: quelle dell’amministrazione comunale, quelle dell’US Catanzaro, le prescrizioni della Lega Serie B, le normative della FIGC e, non ultimo, il parere vincolante delle autorità chiamate a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica.

È proprio l’intreccio tra questi diversi livelli decisionali a rappresentare uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda.

La nuova curva e il nodo delle autorizzazioni

Uno dei punti centrali riguarda la realizzazione della nuova curva e la conseguente redistribuzione degli spazi destinati ai tifosi.

In attesa del completamento delle opere strutturali, il Comune ha avviato interlocuzioni con gli organismi competenti per ottenere l’autorizzazione a destinare l’attuale Curva “Mammì” alla tifoseria giallorossa. Un passaggio tutt’altro che scontato, poiché richiede il via libera delle autorità preposte alla gestione dell’ordine pubblico.

L’obiettivo è quello di incrementare sensibilmente la capienza del settore, portandola dagli attuali 750 posti omologati a circa 2.100 unità.

Parallelamente resta aperto anche il tema della sistemazione della tifoseria ospite. Secondo l’ipotesi allo studio, i posti destinati ai sostenitori avversari verrebbero ridotti dagli attuali 750 a circa 300 unità al massimo, con la possibilità di individuare di volta in volta il settore più idoneo tra la Tribuna Est e la stessa Curva Mammì, in base alle caratteristiche della tifoseria ospite e alle valutazioni delle autorità competenti in tema di ordine pubblico.

Su questo fronte sarebbe stata avanzata anche la richiesta di realizzare un ulteriore varco di accesso, elemento che conferma come la questione non riguardi soltanto aspetti edilizi ma coinvolga direttamente la sicurezza e la gestione dei flussi all’interno dell’impianto.

Il problema dei tempi e la strategia per la licenza nazionale

L’altra grande questione riguarda la tempistica dei lavori in rapporto agli obblighi imposti dalla Lega Serie B.

È ormai quasi inevitabile che l’US Catanzaro chieda di disputare fuori casa le prime giornate del prossimo campionato. Due turni sembrano rappresentare l’ipotesi più realistica, mentre una richiesta di tre gare consecutive lontano dal “Ceravolo” appare più difficile da ottenere, considerata la necessità della Lega di garantire un regolare svolgimento del calendario.

Nel frattempo, il Comune dovrà fornire garanzie concrete affinché i cantieri non compromettano il rilascio della licenza nazionale, procedura indispensabile per consentire al Catanzaro di indicare il “Ceravolo” quale impianto ufficiale per le gare interne e scongiurare così l’ipotesi di dover trovare una sistemazione fuori città, ed anche, sua pure i cantieri in essere con l’avvio del campionato, di garantire che lo stadio “Ceravolo” resti fruibile negli altri settori.

Ed è proprio in questa prospettiva che starebbe prendendo corpo una possibile rimodulazione del cronoprogramma relativo alla nuova tribuna coperta.

La copertura della tribuna: possibile realizzazione per fasi

Tra le ipotesi attualmente sul tavolo vi sarebbe quella di procedere inizialmente alla realizzazione della sola copertura della tribuna centrale, rinviando ad una fase successiva il completamento delle porzioni Est e Ovest.

Una soluzione che troverebbe fondamento sia nella diversa articolazione degli appalti, sia nella necessità di rispettare le scadenze imposte dal calcio professionistico.

La priorità assoluta, infatti, è garantire entro agosto una struttura idonea a sostenere il nuovo impianto di illuminazione richiesto dalle normative federali.

In questo scenario potrebbe dunque concretizzarsi una soluzione temporanea attraverso l’utilizzo di una cosiddetta “americana”, una struttura tralicciata in alluminio ampiamente utilizzata negli eventi sportivi e spettacolistici per sostenere fari e sistemi di illuminazione ad alta potenza.

L’installazione dell’americana consentirebbe di assicurare i livelli di illuminamento richiesti dalla FIGC e dalla Lega Serie B, permettendo al contempo di proseguire i lavori sulla copertura definitiva senza compromettere l’attività agonistica.

Una scelta tecnica che evidenzia come, in questa fase, l’obiettivo prioritario non sia tanto completare integralmente l’opera, quanto garantire la piena funzionalità dell’impianto per l’avvio della stagione.

Fine ottobre la nuova data ottimistica, ma il calendario potrebbe slittare ancora

Se nelle scorse settimane si era guardato con fiducia alla fine di settembre come possibile traguardo per il completamento dei lavori principali, oggi il quadro appare differente.

La complessità delle procedure autorizzative, la necessità di coordinare più soggetti istituzionali, le prescrizioni della Lega e le valutazioni delle autorità di pubblica sicurezza stanno inevitabilmente incidendo sul cronoprogramma.

Fine ottobre rappresenta oggi una previsione ottimistica. Più prudente appare invece l’ipotesi che porta verso la fine di novembre o addirittura nel mese di dicembre per vedere completato l’intero intervento nelle sue componenti principali.

Non si tratta necessariamente di ritardi imputabili a singole responsabilità, ma della conseguenza di un processo che deve contemperare esigenze tecniche, normative e sportive particolarmente complesse.

La sfida, adesso, non è soltanto completare le opere, ma farlo garantendo contemporaneamente la sicurezza dell’impianto, la regolarità del campionato e la continuità dell’attività dell’US Catanzaro.

Perché il nuovo “Ceravolo” non rappresenta soltanto un cantiere da ultimare, ma un’infrastruttura strategica per il futuro del calcio cittadino, chiamata a coniugare ambizioni sportive, sostenibilità tecnica e rispetto delle regole.

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1 commento

Francesco 20 Giugno 2026 21:28 - 21:28

È un problema serio probabilmente sottovalutato. Ma davvero qualcuno credeva a fine agosto di vedere curva nuova e copertura? Per la posizione dello stadio e le sue vie d’accesso, fare i lavori e contemporaneamente giocarci dentro, è un’impresa ai confini della realtà

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