Stadio “Ceravolo”: il bando per la nuova curva ancora fermo. Tra ritardi tecnici, vincoli normativi e scadenze a rischio

Il nodo centrale resta quello della compatibilità temporale

di Leonardo La Cava
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Doveva essere pubblicato a gennaio, poi a febbraio. Ora è finito anche marzo, ma del bando di gara per l’appalto dei lavori allo stadio “Ceravolo” non vi è ancora traccia. E intanto, il tempo stringe.

Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione Comunale, il ritardo sarebbe legato all’adozione della piattaforma BIM (Building Information Modeling), strumento ormai indispensabile per la gestione digitale e integrata degli appalti pubblici. L’obiettivo è garantire una maggiore trasparenza e coordinamento tra progettisti, impresa e stazione appaltante, nel pieno rispetto delle nuove disposizioni in materia di digitalizzazione delle opere pubbliche.

Il sistema BIM si appoggia all’ACDat (Ambiente di Condivisione Dati), una struttura informatica che consente la condivisione e l’aggiornamento in tempo reale di ogni documento tecnico del progetto. La sua implementazione, complessa ma necessaria, sarebbe ora completata. Tuttavia, resta da attendere l’asseverazione del progetto, un passaggio obbligatorio per opere di importo superiore ai 5 milioni di euro, che deve essere rilasciata da una società abilitata. Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti comunali, questa certificazione dovrebbe arrivare entro la settimana, aprendo finalmente la strada alla pubblicazione del bando di gara per la nuova Curva e per il rifacimento delle coperture delle tribune Est e Ovest.

Tra scadenze vincolanti e rischi di slittamento

Un’altra partita si sta giocando, intanto, sulla tribuna centrale, già appaltata. L’intervento prevede l’abbattimento dell’intera copertura esistente (ivi compreso Est ed Ovest) e la ricostruzione della sola copertura del settore centrale. Su quest’opera grava una scadenza inderogabile: il completamento dei lavori entro il 30 giugno 2026, pena la perdita del contributo da 1 milione di euro.

Il problema, però, è la sincronizzazione delle varie fasi di cantiere. Se il bando per la nuova curva dovesse davvero arrivare solo ad aprile, l’iter di gara, con le inevitabili tempistiche per la presentazione delle offerte, le valutazioni e la stipula del contratto, difficilmente permetterebbe l’apertura del cantiere entro maggio, come dichiarato in precedenza dal Comune. Non va sottovalutato, inoltre, il rischio di ricorsi o contestazioni da parte delle imprese escluse, eventualità tutt’altro che rara in appalti pubblici da quasi 10 milioni di euro (IVA inclusa).

Uno scenario di questo tipo renderebbe inevitabile uno slittamento dell’avvio dei lavori, con conseguenze significative sul cronoprogramma generale: il nuovo settore potrebbe dover attendere un anno in più prima di vedere la luce.

Il rischio per il Catanzaro e il suo pubblico

In tutto ciò, l’US Catanzaro osserva, e crediamo con crescente preoccupazione. La prospettiva di dover disputare parte della stagione con una curva inagibile — o di restare senza pubblico per più di due o tre partite casalinghe — è tutt’altro che remota.

Il nodo centrale resta quello della compatibilità temporale: riuscirà il Comune a coordinare i lavori della tribuna centrale e quelli della nuova curva evitando sovrapposizioni e ritardi che compromettano la regolare attività sportiva? E soprattutto, si potrà arrivare all’integrazione della nuova copertura anche sui lati Est e Ovest nei tempi previsti? Perchè senza questa su cui sopra posizionare l’illuminazione obbligatoria per vedersi concedere la licenza nazionale per la Serie B, documento ufficiale della FIGC necessario per l’iscrizione al campionato, che attesta il rispetto di severi criteri economico-finanziari ed appunto infrastrutturali (stadio) e sportivo-organizzativi. La mancata osservanza dei termini perentori obbligherebbe il Catanzaro a giocare la stagione in campo neutro.

Al momento, lo scenario più realistico sembra quello di un cantiere frammentato, soggetto a inevitabili rallentamenti e complessità logistiche. Il rischio di un “guazzabuglio” organizzati e tecnico è concreto. In gioco, però, non c’è solo un progetto edilizio: c’è il futuro di uno stadio simbolo e il rapporto di un’intera città con la propria squadra.

Un appuntamento che il tempo, sempre meno alleato, non sembra più disposto a rimandare.

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