Sampdoria: l’analisi tattica del prossimo avversario delle Aquile

di Nicola mazzuca
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La Sampdoria, che mercoledì prossimo, alle ore 20:30, ospiterà il Catanzaro è allenata da Massimo Donati. Si tratta di un tecnico di 44 anni, alla prima esperienza nella serie B italiana.

Fase di possesso.

Nelle prime tre giornate di campionato, il richiamato tecnico ha schierato la sua squadra con il 4-2-3-1, rivelatosi poco equilibrato. La Sampdoria, infatti, è stata sconfitta in quegli incontri (due dei quali disputati fra le mura amiche), per altro subendo ben sette reti e realizzandone soltanto due. In conseguenza, a far epoca dal quarto turno, il Mister doriano ha virato sul 3-4-2-1. Tale modulo non ha consentito di ovviare del tutto alle varie lacune che affliggono l’undici blucerchiato, ma, quanto meno, sembra avergli regalato maggiore robustezza: a Monza è arrivato un altro insuccesso, ma di misura (0-1), ed a Bari il primo punticino in stagione. Appare verosimile, allora, che contro le Aquile saranno riproposti gli schemi osservati prima al Brianteo (U-Power Stadium) e poi al San Nicola. In queste sfide la formazione genovese si è affidata alla costruzione dal basso, con manovra per il vero un po’ lenta, fino alla trequarti, ove la rifinitura è stata affidata ai calciatori operanti sui lati oppure, più spesso, ad uno dei due fantasisti, con l’altro che ha cercato di avvicinarsi alla prima punta, mentre un centrocampista cercava l’inserimento da dietro ed almeno un esterno tagliava verso il centro dell’area di rigore avversaria. La rete del temporaneo vantaggio in terra pugliese, realizzata da Depaoli (che è appunto un esterno), è arrivata proprio sfruttando tale idea di calcio.

Fase di non possesso.

In fase di non possesso, la squadra allenata da Massimo Donati, nelle ultime due sfide di campionato, già richiamate, si è sistemata con un 3-2-4-1 abbastanza compatto, ossia con le quattro linee vicine fra loro e racchiuse, approssimativamente, in 35 metri in altezza, ma con particolare attenzione agli ultimi venti, in cui i difensori centrali, e talvolta i due mediani, hanno seguito, a uomo, i calciatori opposti. Del resto, proprio il tecnico del club blucerchiato, a proposito della fase difensiva si è di recente così espresso: «un principio per me importantissimo della fase difensiva è che in prossimità della porta si deve essere in grado di marcare a uomo. La maggior parte delle reti avviene dentro l’area di rigore: perciò è fondamentale che i miei difensori sappiano marcare bene e proteggere gli ultimi 16-20 metri. Un aspetto fondamentale è anche quello relativo al posizionamento del corpo, di attenzione, di dettagli. Per questo lavoro molto sulla linea e sugli aspetti individuali della linea difensiva».

Punti deboli.

La formazione doriana, come accennato, ha mostrato segni di ripresa dopo i correttivi operati al modulo utilizzato nelle prime tre giornate. Tuttavia, sembra presentare ancora notevoli criticità, per altro a dispetto di un organico che, almeno sulla carta, è di ottimo livello. Si elencano di seguito le principali.

  1. La costruzione dal basso è troppo lenta. Questo espone la squadra al pressing alto avversario, che può condurre a scelte forzate (e pericolosissime) per i portatori. In caso di transizione negativa, la difesa, inevitabilmente, è seriamente messa a repentaglio.
  2. Anche quando il pallone giunge sulla trequarti opposta, la rifinitura è approssimativa. Per sua stessa ammissione, Mister Donati, per tale fondamentale, si affida a «giocatori di talento, affamati, che hanno voglia di far male agli avversari», ma si tratta di un’idea troppo astratta.
  3. La Sampdoria, per ampi tratti delle gare, difende troppo bassa, oltre ad accettare in maniera eccessiva gli uno contro uno. Significa, ad esempio, che un centrocampista non aiuta, o aiuta pochissimo, un esterno, e in ogni caso che gli attaccanti sono talvolta svogliati nel portare pressione su difensori e mediani opposti.

Possibile formazione.

Verosimilmente, il tecnico della Samp, per affrontare il Catanzaro, confermerà, in partenza, tutti o almeno molti, degli elementi schierati in quel di Bari. Pertanto, davanti al portiere, Simone Ghidotti, il trio difensivo dovrebbe essere composto da Dennis Hadzikadunic, Stipe Vulikic e Alessandro Pio Riccio, con l’esperto Simone Romagnoli, però, pronto a surrogare uno di tali compagni. Altra alternativa è il promettente Andrei Coubiș, di proprietà del Milan, mentre Altare, Alex Ferrari e Malanca sono tutti in infermeria. A centrocampo, da destra verso sinistra, dovrebbero agire Fabio Depaoli, Oliver Abildgaard, Liam Henderson e Nikolas Ioannou. Al centro, qualche possibilità per Bellemo, Ferri (trattandosi di un francese, si pronunzia Ferrì) e Ricci, mentre Stefano Girelli non sembra nelle grazie del suo allenatore: giunto in estate dalla Salernitana, nelle prime gare neppure è stato convocato. Pochissime chances, infine, per il ventenne Francesco Conti. Uno dei trequartisti sarà quasi certamente Simone Pafundi. L’altro sarà scelto fra Antonín Barák e Leonardo Benedetti. In realtà, quest’ultimo potrebbe anche essere impiegato in posizione più bassa, al posto di uno degli accennati compagni, e quindi sia Pafundi sia Barak sarebbero sul terreno di gioco dal primo minuto. Invece, sono indisponibili Luigi Cherubini (squalificato) e l’iberico Estanis Pedrola (infortunato). L’utilizzo di un altro spagnolo, Víctor Narro, ex del Tarragona, rappresenterebbe una sorpresa. Per ricoprire il ruolo di prima punta, le alternative sono l’albanese Marvin Çuni e Massimo Coda, che a 36 anni, quasi 37, prova ancora a farsi valere.

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