Probabilmente non avrà lo stesso peso specifico della vicenda che vide coinvolti Gianni Rivera e Giovanni Fanello, anche se la speranza – più che altro un sogno utopistico – è che la resa sia la stessa. Ma ci si acconterebbe anche di un centesimo del valore del Golden Boy. Perché di Mattia Liberali si parla un gran bene, del giovane giocatore del Milan tutti dicono abbia grandi margini di crescita e un potenziale enorme, nonché una già comprovata personalità e doti tecniche di tutto rispetto.
Certo il paragone con Rivera non regge, ma qui lo usiamo solo per voler immaginare l’acquisto più recente del Catanzaro come una sorta di “ringraziamento” molto ritardato da parte del Milan nei confronti di quel Catanzaro che nel 1960 vendette Fanello ai rossoneri, i quali lo girano all’Alessandria per avere Gianni Rivera.
Qui la situazione è un po’ diversa, con il Catanzaro ad acquistare un giovane giocatore dal Milan, ma resta la sensazione di cerchio che si chiude a distanza di 65 anni intervallati da due altri scambi storici tra le due società, quelli di Sabadini e Maldera, rossoneri passati in giallorosso negli anni ’70. Per un rapporto sempre molto particolare, divenuto astioso negli anni’80 quando a causa della retrocessione del Milan per il caso “totonero”, il Catanzaro si salvò in serie A per quello che Carlo Mazzone definì “lo scudetto degli onesti”.
Intrecci intrisi di nostalgia che ritornano alla mente oggi, nel giorno in cui un giocatore del Milan diventa giallorosso. Un giocatore forte, un colpo, considerata la giovane età e visto pure che, sembrerebbe, il Milan abbia voluto inserire una percentuale sulla rivendita pari al 50%: se non è fiducia nel ragazzo questa…Tutti felici quindi? Pare di no, dato che sui social i tifosi milanisti contestano questa cessione; tra sorpresa e rabbia c’è chi critica la società per aver ceduto uno dei pochi talenti giovani della squadra: “vergogna, dirigenti allo sbaraglio, scemi e buffoni” tra gli epiteti rivolti a chi ha preso questa decisione, segno di quanta valga il ragazzo. Perché evidentemente lo hanno visto da vicino – emblematico in tal senso il commento di chi ricorda l’ottima tournee estiva della scorsa stagione con la prima squadra – o perché lo hanno visto fare ottime cose con la Nazionale Under 19.
Ma in questo caso anche i supporters del Catanzaro possono dire la loro poiché con la 10 azzurra proprio al “Ceravolo” ha segnato una doppietta contro la Spagna, mettendo in ombra quello che doveva essere il vero diamante della gara Francesco Camarda, ora giallorosso anche lui ma con la maglia del Lecce. In molti sugli spalti quel 22 marzo avranno pensato “potremmo prenderlo noi questo ragazzino”, pur consapevoli che potesse avere mercato anche in Serie A. E invece dopo cinque mesi, eccolo in giallorosso per una speranza che si accende e un cerchio che si chiude. Sognando che la resa sia la stessa di Rivera, ma accontentandosi di un centesimo del valore del “Golden Boy”.





