Otto Daspo dopo la rissa al Barbera: i provvedimenti

A un mese e mezzo dalla semifinale playoff Palermo-Catanzaro si chiudono le indagini della Digos. Divieti di accesso agli stadi fino a due anni e otto persone denunciate per rissa aggravata.

di Redazione uscatanzarocalcionews
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A distanza di un mese e mezzo dalla semifinale playoff tra Palermo e Catanzaro, disputata il 20 maggio allo stadio “Renzo Barbera“, arrivano otto provvedimenti di Daspo emessi dalla Questura al termine delle indagini condotte dalla Digos sulla violenta rissa scoppiata nella tribuna autorità.

Tra i destinatari figurano quattro componenti della delegazione del Catanzaro, tra cui Arianna Letizia, 47 anni, moglie del direttore sportivo Ciro Polito, e il figlio Vincenzo Polito, 27 anni. Coinvolti anche due steward del “Barbera” e due tifosi del Palermo.

Per tre delle persone interessate il divieto di accesso agli impianti sportivi durerà due anni, mentre per gli altri cinque la misura sarà di un anno.

La ricostruzione: dalle provocazioni alla rissa

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio sarebbe nato da alcuni atteggiamenti ritenuti provocatori da parte di Vincenzo Polito, che avrebbero attirato le proteste di un tifoso rosanero. Al termine del primo tempo, quest’ultimo lo avrebbe richiamato con due pacche sulle spalle.

La reazione del giovane, documentata dalle telecamere di videosorveglianza, avrebbe fatto precipitare la situazione. Polito avrebbe colpito il tifoso con uno schiaffo, tirandolo verso di sé e facendolo urtare contro un seggiolino. Nel giro di pochi istanti la tensione è degenerata in una vera e propria rissa.

Nello scontro sono rimasti coinvolti altri tre componenti della delegazione calabrese, due tifosi del Palermo e due steward intervenuti durante i disordini.

Denunce per rissa aggravata e altre contestazioni

Tutti gli otto destinatari del Daspo sono stati denunciati all’autorità giudiziaria con l’accusa di rissa aggravata.

Per i tre sostenitori del Catanzaro, di 22, 25 e 27 anni, è stata contestata anche l’ipotesi di reato di violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli delle manifestazioni sportive.

Daspo fino a due anni: chi sono i destinatari

Il provvedimento più severo, della durata di due anni, riguarda Vincenzo Polito, un addetto alla sicurezza di 37 anni e un tifoso del Palermo di 38 anni. Per tutti gli altri il divieto di accesso agli impianti sportivi sarà invece di un anno.

Il Daspo impedirà ai destinatari di assistere a gare ufficiali e amichevoli di tutte le competizioni organizzate dalla Figc, dalla Serie A fino ai campionati dilettantistici, oltre ai tornei riconosciuti dalla Fifa.

Le restrizioni estese anche a stazioni e centri sportivi

Le limitazioni non riguardano esclusivamente gli stadi. Il divieto si estende infatti ai luoghi abitualmente utilizzati dai tifosi per raggiungere gli impianti sportivi, come stazioni ferroviarie e della metropolitana, caselli autostradali, autogrill, aeroporti e porti, nelle due ore precedenti e successive agli incontri.

Le misure comprendono inoltre il divieto di avvicinarsi ai centri sportivi delle rispettive squadre e della Nazionale italiana, nonché a ogni altro impianto utilizzato per allenamenti, ritiri o preparazione delle gare, entro un raggio di 500 metri.

La violazione delle prescrizioni previste dal Daspo comporta conseguenze penali: è prevista la reclusione da uno a tre anni e una multa compresa tra 10 mila e 40 mila euro.

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