Monza – Catanzaro 0-2, le pagelle: ad un passo dalla storia. Orgogliosi di voi!

Le pagelle del match.

di Nicola mazzuca
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Si ferma a un passo dal sogno il Catanzaro, protagonista di una prova straordinaria all’U-Power Stadium ma costretto a dire addio alla promozione in Serie A. I giallorossi superano il Monza per 2-0 nella finale di ritorno, pareggiando il conto dopo la sconfitta dell’andata al Ceravolo, ma il verdetto finale premia i brianzoli in virtù del miglior piazzamento ottenuto nella regular season.

La formazione di Aquilani gioca una partita di grande personalità e coraggio, riuscendo a sbloccare il risultato poco prima dell’intervallo grazie a Fellipe Jack. Nella ripresa è il Catanzaro a dettare il ritmo, schiacciando gli avversari nella propria metà campo e costruendo numerose occasioni da rete. Le Aquile interpretano il match con intensità, qualità e fedeltà ai propri principi di gioco, senza mai rinunciare ad attaccare e a cercare l’impresa.

A fare la differenza, però, è la mancanza del gol che avrebbe completato la rimonta. Nonostante una prestazione di altissimo livello e una costante pressione offensiva, i giallorossi non riescono a trasformare in rete l’enorme mole di gioco prodotta, vedendo così svanire sul più bello l’obiettivo della promozione.

Resta il rammarico per un traguardo soltanto sfiorato, ma anche l’orgoglio per una stagione vissuta da protagonisti. Per Iemmello e compagni si chiude un percorso memorabile, capace di riaccendere entusiasmo e ambizioni, lasciando la consapevolezza di aver lottato fino all’ultimo secondo per scrivere una pagina storica. Di seguito le pagelle dei protagonisti dell’U – Power Stadium.

Pigliacelli 7 – Nel primo tempo si fa trovare pronto nelle rare circostanze in cui è sollecitato. Nella ripresa è protagonista invece di una parata sensazionale che contribuisce a tenere viva la speranza giallorossa. Sempre affidabile anche nel gioco con i piedi.

Cassandro 7,5 – Attento e concentrato in fase difensiva, accompagna con buona continuità la manovra offensiva. Nel secondo tempo è formidabile in un intervento difensivo che sbroglia una situazione particolarmente complicata. — Dal 78’ D’Alessandro S.V.

Antonini 8 – Strepitoso. Prima annulla Patrick Cutrone, poi contiene con la stessa autorevolezza Andrea Petagna e chiunque altro provi ad affacciarsi dalle sue parti. Guida da leader il reparto ed è sempre pronto ad assumersi responsabilità nella costruzione dal basso.

Dal 63’ Frosinini 8: impatta la gara con energia e determinazione. Ha l’argento vivo addosso: presidia con attenzione la propria zona di competenza e si aggiunge di frequente alle azioni sul fronte d’attacco. La sua intraprendenza è ricompensata nel finale, quando trova la rete del 2-0.

Favasuli 7,5 – Macina chilometri sulla corsia destra, dimostrandosi robusto quando c’è da difendere ed intraprendente nelle sortite offensive. Suo l’assist per la seconda rete del Catanzaro.

Petriccione 6,5 – Qualche imprecisione di troppo in fase di impostazione gli impedisce di raggiungere livelli eccelsi, ma la sua resta una prova ampiamente positiva. Efficace anche in fase di non possesso, in cui svolge con grande applicazione il ruolo di schermo davanti al pacchetto arretrato

Pontisso 7,25 – Sempre nel vivo delle operazioni in mezzo al campo, dove abbina dinamismo e pulizia tecnica, risultando prezioso in entrambe le fasi. Dal suo piede nasce il passaggio che porta al vantaggio giallorosso. Ammonito intorno al minuto 25, è prudentemente lasciato negli spogliatoi all’intervallo — Dal 46’ Pompetti 6,5: impiega qualche minuto per prendere le misure e il ritmo della sfida, mostrando inizialmente qualche affanno. Con il trascorrere del tempo, però, cresce sensibilmente, risultando via via più efficace sia in sede di interdizione sia in quella di distribuzione del pallone.

Di Francesco 7 – Spinge con continuità sulla corsia mancina, risultando sovente nel vivo delle iniziative offensive. Prova a dare ampiezza alla manovra, cercando con insistenza l’uno contro uno e il cross verso l’area. Non trova la giocata risolutiva, ma la sua presenza resta costante e utile. — Dal 55’ Alesi 7: si inserisce efficacemente nel sistema di gioco, mantenendo vivo il contributo sulla fascia sinistra. Lavora con abnegazione sia in fase di spinta sia nel ripiegamento, così offrendo energia alle operazioni. In una situazione, non gli manca il coraggio nel tentare la conclusione, ma non è fortunato

Liberali 8 – Vivace, fantasioso e a tratti davvero ispirato, riesce in varie circostanze a mettere in ambasce la difesa avversaria. Va anche vicino al gol personale in chiusura di primo tempo, ma trova l’eccellente risposta del portiere avversario.— Dal 78’ Koffi S.V.

Iemmello 6 – Molto al di sotto dei suoi standard, non riesce a lasciare la sua impronta sulla gara. Beneficia di due ottime opportunità, di cui una clamorosa a pochi passi dal portiere avversario, ma non riesce a concretizzarle. A tratti, quasi molle in alcune letture o giocate offensive. Una prova sottotono, che però non cancella il suo peso specifico all’interno della squadra e del progetto tecnico.

Pittarello 6,5 – Prestazione generosa e di grande spirito di sacrificio, con continui duelli fisici contro la retroguardia avversaria e un lavoro prezioso anche in fase di primo pressing. Non si limita al solo riferimento offensivo, ma si muove per dare profondità e soluzioni ai compagni. È suo il passaggio che il capitano non sfrutta a dovere. Quando si mette in proprio, verso il 75’, impegna il portiere avversario ad un non semplice intervento.

Alberto Aquilani 9 – Prepara e gestisce la partita in maniera praticamente perfetta, con la squadra che disputa la finale di ritorno con intensità, lucidità, personalità e cattiveria agonistica, dominando l’avversario per larghissimi tratti sia calcisticamente sia psicologicamente, e sfiorando un’impresa che avrebbe avuto il sapore della storia, se non della leggenda. Come è noto a tutti i tifosi, la vittoria non basta  a ribaltare il verdetto complessivo: a parità di reti nel doppio confronto, a condannare i giallorossi è la peggiore posizione al termine della stagione regolare. Resta comunque una prestazione di altissimo livello, figlia di un piano gara magistralmente eseguito, che lascia un senso di orgoglio e rimpianto insieme.

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