L’avversario: come gioca la Reggiana di Dionigi

di Nicola mazzuca
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La Reggiana, che sfiderà sabato prossimo il Catanzaro per la quarta giornata di campionato, è allenata da Davide Dionigi. Questi, nella stagione 2017/2018, fu tecnico proprio delle Aquile, subentrando in ottobre all’esonerato Alessandro Erra. Sotto la sua guida, la squadra giallorossa ottenne qualche buon risultato (quale una rimonta in quel di Trapani, dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio di tre reti), ma anche dei terribili rovesci: in particolare, due pesanti sconfitte interne prima contro la Sicula Leonzio (0-3) e poi contro il Catania (0-4).

Fase di possesso.

Quella emiliana è una formazione che attacca con notevole intensità, alternando le corse e le percussioni sulle fasce alla ricerca dei corridoi centrali, ricorrendo sia al palleggio manovrato (più frequente) sia alle improvvise verticalizzazioni (più rare). Lo schema che il tecnico utilizza in fase, appunto, di possesso, prevede un pacchetto arretrato composto da tre calciatori. Due centrocampisti sono deputati ad affondare con dinamismo sulle corsie. In mezzo al rettangolo verde, due mediani si alternano nel ruolo di play ed in quello di collegamento con la trequarti avversaria. Un altro atleta si avvicina alla seconda punta, ed entrambi costoro si muovono alle spalle della prima, naturalmente senza disdegnare i personali inserimenti, magari a turno, o le conclusioni dalla media distanza. Traducendo le parole in numeri, si tratta di un 3-4-2-1, che può diventare un 3-4-1-2 o anche un 3-5-2 qualora uno dei trequartisti si abbassi di qualche metro per partecipare alla manovra, o infine una sorta di 3-4-3 se uno dei fantasisti stessi si sposta sull’esterno per aggiungersi al compagno che spinge e, quindi, per creare superiorità.

Fase di non possesso.

La fase di non possesso della Reggiana è variabile. A volte, la squadra difende a quattro, con un solo laterale che si abbassa sulla linea dei difensori (ed in conseguenza con il centrale opposto che si allarga sul lato). In altri casi, invece, tutti e due gli esterni scendono sulla linea dei centrali di difesa, con reparto che dunque diventa composto da cinque calciatori. S’intende che anche i due trequartisti retrocedono lungo il terreno di gioco: nella prima ipotesi richiamata, si allarga uno soltanto; nella seconda, tutti e due. In buona sostanza, nella fase in argomento, l’undici emiliano diventa un 4-4-1-1 oppure un 5-4-1. In tutte le eventualità, lo scopo è la rapida riconquista della sfera, possibilmente in zona alta del terreno di gioco, per ripartire velocemente, oppure la chiusura delle linee di passaggio degli avversari, con costoro costretti al lancio lungo proprio per mancanza di valide soluzioni di scarico. Ne discende che la squadra di Davide Dionigi è piuttosto determinata e grintosa.

Punti deboli.

La squadra granata è ancora in fase di rodaggio. I calciatori nuovi in organico, rispetto alla stagione passata, sono molti, e tutti costoro, o quasi, sono approdati alla corte di Davide Dionigi in momenti diversi del calciomercato estivo. Ad esempio, l’esterno Rover è stato prelevato dal Südtirol il 18 luglio, Mendicino (promettente centrocampista) è giunto in Emilia il 9 agosto e Charlys (altro mediano) il 31 successivo. Serve tempo a creare un amalgama, anche agli allenatori più bravi ed esperti.

Per idea dello stesso Dionigi, l’esperto Manuel Marras è impiegato come esterno a tutta fascia. Il calciatore, per caratteristiche, è più un attaccante che un difensore. Pertanto, ne possono discendere seri problemi in fase di non possesso, specie contro elementi bravi nell’uno contro uno.

Sebbene non siano brevilinei, i difensori centrali della Reggiana soffrono nel gioco aereo e neppure brillano per agilità e rapidità. Se ne è avuta ampia dimostrazione in tutte le partite finora disputate. Nell’ultima, contro la Juve Stabia, soltanto le prodezze del portiere hanno salvato la squadra emiliana dalla capitolazione, e nella seconda era bastato un movimento di un attaccante dell’Empoli per tagliare in due il pacchetto arretrato e depositare la sfera in rete.

Possibile formazione.

Non è facile ipotizzare l’undici che il 20 settembre prossimo sfiderà il Catanzaro. Come accennato, alcuni calciatori non sembrano ancora in condizione per essere schierati dal primo minuto. Ad ogni modo, fra i pali dovrebbe essere confermato il giovane Motta, che già nelle prime giornate ha vinto il ballottaggio con Gianluca Saro, giunto dalla Cremonese, e con l’esperto Andrea Seculin. Il pacchetto arretrato potrebbe essere composto da Paolo Rozzio come centrale, con Andrea Papetti e Danilo Quaranta (ex della sfida) braccetti rispettivamente destro e sinistro. Qualche possibilità, però, per Giangiacomo Magnani, giunto in prestito dal Palermo. A centrocampo, il ruolo di esterno dovrebbe essere ricoperto da Marras, a destra, e da Rover, sul lato opposto. Le alternative sono Libutti e Tripaldelli, mentre Sampirisi è infortunato. In mediana centrale, pressoché certo l’impiego di Tobías Reinhart. Accanto a lui, uno fra Leonardo Mendicino, Leo Stulac e Charlys. Un trequartista (o quinta mezzala) sarà certamente Manolo Portanova. L’altro sarà scelto fra Elayis Tavsan e Natan Girma. Prima punta, salvo sorprese, sarà Cedric Gondo.

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