L’avversario: come gioca la Carrarese di Calabro

di Nicola mazzuca
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La Carrarese, prossima avversaria del Catanzaro in campionato, è allenata da una vecchia conoscenza dei tifosi delle Aquile: Antonio Calabro. Questi dispone tipicamente il suo undici con la difesa a tre e due centrocampisti larghi. Gli altri mediani e gli attaccanti danno elasticità al modulo, che nel corso della partita può essere, alternativamente, un 3-5-2 (con una mezzala di squilibrio), un 3-4-2-1 ed un 3-4-1-2.

Fase di possesso.

Di là dei numeri, che lasciano il tempo che trovano, la compagine toscana, in fase di possesso, predilige la costruzione dal basso, facendo leva su un buon palleggio che coinvolge sia i difensori sia uno o due fra i centrocampisti centrali che si sistemano proprio davanti al pacchetto arretrato, così andando a comporre un 3+1 o 3+2. Nello sviluppo, la Carrarese può percorrere tanto le corsie esterne quanto le vie centrali. In quest’ultimo caso, fa affidamento sul dinamismo e sull’imprevedibilità della mezzala di squilibrio (o trequartista, a seconda delle scelte del tecnico) e della seconda punta (o secondo trequartista), che viene incontro allo scopo di creare spazi per gli inserimenti, oppure altre situazioni offensive, quali l’allargamento del gioco sugli esterni – entrambi dotati di piede educato – o il dialogo con i compagni presenti nel reparto: in particolare la prima punta, ma anche altro calciatore che intanto ha risalito il terreno di gioco. In qualche caso, la squadra di Mister Calabro cerca anche la verticalizzazione immediata, con un lancio a lunga gittata diretto verso la prima punta o la mezzala di squilibrio. Forse, i sostenitori del Catanzaro ricorderanno i servizi ad ampio raggio di Luca Martinelli diretti su Alessio Di Massimo che, con la sua velocità, poteva mettere in crisi le difese opposte. Il tecnico, all’epoca, era proprio Antonio Calabro.

Fase di non possesso.

In fase di non possesso, la Carrarese si trasforma in una sorta di 5-3-1-1, con gli esterni che si abbassano quasi sulla linea dei difensori. La squadra, però, non si schiaccia nei suoi ultimi 20/25 metri (se non in rari casi): anzi, prova a recuperare la sfera in zona relativamente alta del rettangolo verde, mostrando notevole aggressività nei confronti degli atleti che indossano maglia diversa. Agli interventi finalizzati al tentativo diretto di sradicare il pallone dai piedi dei portatori opposti, si aggiunge grande densità in zona palla, utile evidentemente a creare gabbie sugli avversari, e quindi a circondarli, così limitandone fortemente le opzioni di passaggio e chiudendone le  relative linee.

Punti deboli.

Da quanto accennato, è piuttosto intuitivo come la formazione toscana sia organizzata e ben equilibrata in entrambe le fasi in cui si sviluppa una partita di calcio. Tuttavia, è scontato che, al pari di qualsiasi altro undici del pianeta, ha i suoi lati deboli. Le idee di Mister Calabro prevedono corsa ed intensità, che sono impossibili da mantenere per novanta minuti (più recuperi), sebbene il campionato sia soltanto alla sua terza giornata. Inevitabilmente, la squadra, durante una gara, va incontro a numerose pause. Inoltre, la Carrarese soffre la scarsa rapidità dei suoi difensori centrali, con la sola eccezione di Marco Imperiale (ex della sfida). Il centrale Julián Illanes ed il braccetto destro Fabio Andrea Ruggeri (in forza alla Salernitana nella passata stagione) godono di buona intelligenza tattica, e quindi di una certa abilità nella lettura delle azioni offensive avversarie. Tali doti, però, non sopperiscono alla velocità. Li si può sorprendere alle spalle, o anche nel dribbling. E non basta ancora. Nel calcio del tecnico salentino, la mezzala di squilibrio è di fondamentale rilievo. Le prime prestazioni di Kleis Bozhanaj e di Nikola Sekulov, che si sono alternati in quel ruolo, non sono state molto convincenti, specie nella seconda gara, disputata contro il Padova fra le mura amiche. Pertanto, il club toscano ha chiesto ed ottenuto il prestito di Alessandro Arena, giunto dal Pisa nelle ultime ore del calciomercato estivo. Certamente, è un ottimo calciatore, ma è difficile che in soli dieci giorni, senza disputare alcuna sfida ufficiale, abbia già appreso i meccanismi voluti dal suo allenatore e sia già entrato in grande sintonia con i compagni di squadra. Anzi, il suo arrivo nella città dei marmi potrebbe aver creato qualche malumore nello spogliatoio: se Arena, appunto, è fra i titolari, uno fra i richiamati Bozhanaj e Sekulov deve accomodarsi in panca. Oppure essere schierato, ma a discapito di un attaccante (Abiuso o Finotto).

Possibile formazione.

Provando ad immaginare l’undici che il 13 settembre si opporrà al Catanzaro, il portiere, pressoché certamente, sarà Marco Bleve: terzo ex della gara con Imperiale e Mister Calabro. I tre difensori centrali dovrebbero essere Fabio Andrea Ruggeri, Julián Illanes e Marco Imperiale, che è anche capitano della squadra. I due esterni, salvo soprese, saranno Simone Zanon, a destra, e Manuel Cicconi, a sinistra. Da play dovrebbe agire l’italoargentino Nicolás Schiavi, con uno fra Gabriele Parlanti ed Emanuele Zuelli ad accompagnarlo nei compiti di regia e di incontro. Qualche chance, tuttavia, anche per il giovane e promettente Luis Hasa, giunto in prestito dal Napoli. Per la mezzala di squilibrio, o trequartista, si ripete quanto in precedenza rilevato: Alessandro Arena è probabilmente il favorito, ma non si può escludere l’impiego, dal primo minuto, di Kleis Bozhanaj o Nikola Sekulov. Uno di questi, per altro, sarebbe utilizzato dall’inizio in ipotesi di 3-4-2-1, alle spalle di Fabio Abiuso o Mattia Finotto. Invece, in caso di 3-5-2 (3-4-1-2), tali attaccanti sarebbero entrambi schierati.

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