L’avversario: come gioca il Südtirol di Castori

di Nicola mazzuca
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Il Südtirol, primo avversario del Catanzaro in campionato, è allenato dall’espertissimo Fabrizio Castori, confermato alla guida della compagine dopo essere subentrato nella stagione scorsa a Marco Zaffaroni, che a sua volta aveva sostituito Federico Valente.

Fase di possesso.

Il richiamato tecnico non ama il possesso prolungato. Molto di recente, lui stesso ha dichiarato: «è il palleggio all’indietro che non mi piace, il gioco posizionale che non porta mai ad attaccare, se non con tempi lunghi. Il possesso palla è noioso, non è vero che chi ne fa tanto gioca bene: semmai gioca bene chi riesce a calciare in porta tante volte». Ne discende che la squadra da lui guidata, in fase di possesso, cerca quasi sempre la verticalizzazione immediata, eventualmente provando a conquistare le cosiddette seconde palle. Se la giocata va a buon fine, la compagine di Bolzano prova a sfruttare la corsa e l’intraprendenza di uno dei due esterni oppure la fantasia del trequartista. Nelle manovre offensive sono anche coinvolte la prima punta (come è piuttosto ovvio) ed almeno una delle due mezze ali. In sintesi, l’undici dell’Alto Adige attacca con quattro o cinque atleti.

Fase di non possesso.

In fase di non possesso, il Südtirol è estremamente aggressivo, anche in zone alte del terreno di gioco. I centrocampisti e gli stessi attaccanti pressano da molto vicino i portatori opposti, allo scopo di riconquistare la sfera, oppure lavorano per chiudere le linee di passaggio dei calciatori avversari. Il pacchetto arretrato si muove in sincronia con i compagni ora accennati, con i singoli elementi che mantengono sempre alta la concentrazione.

Disposizione della squadra.

In genere, Mister Castori dispone i suoi ragazzi con il 3-5-1-1, ma non mancano casi in cui una seconda punta di ruolo è impiegata accanto alla prima, a discapito di una mezzala. In tali eventualità, il trequartista (del 3-5-1-1, appunto) non è sistemato alle spalle dei due attaccanti, come si potrebbe pensare (3-4-1-2), ma come centrocampista di squilibrio di un 3-5-2, ossia come atleta che, in situazioni offensive, grazie alle sue qualità ed alla sua intelligenza tattica, ha il compito non solo di incunearsi all’improvviso in area avversaria, ma anche, e forse soprattutto, di attirare su di sé i difensori con maglia diversa dalla sua, e così aprire spazi per i compagni. Per avere un’idea più precisa, si può ripensare, ad esempio, al Dimitrios Sounas del Catanzaro che, qualche anno fa, stracciò tutti i record dei campionati di serie C. Chiaramente, in fase di non possesso, la mezzala di squilibrio svolge incarichi di contenimento.

Punti deboli del Südtirol.

Va da sé che il Südtirol, oltre i suoi punti di forza, in precedenza accennati, ne possiede alcuni deboli.

  1. Le mezze ali in organico sono tutte ben strutturate fisicamente, ma se questo dato può rappresentare un certo vantaggio nell’interdizione e negli scontri ravvicinati, diventa l’esatto contrario in fase di possesso. È molto raro che un centrocampista alto e robusto sia anche raffinato: quelli del club di Bolzano non fanno eccezione, tanto che le manovre offensive passano quasi tutte dai piedi degli esterni o di Daniele Casiraghi, centrocampista anche lui, o trequartista, ma più esile rispetto ai compagni di squadra.
  2. Il 3-5-2 (o altro similare) è un modulo che garantisce grande densità in mezzo al terreno di gioco, e tutto sommato anche un certo equilibrio generale. Tuttavia, se una corsia è aggredita da due calciatori (o più), il terzino deve essere aiutato dalla mezzala di riferimento. La situazione può provocare pericolosissimi buchi centrali, che possono condurre uno dei difensori ad uscire dal blocco. Si determina, in conseguenza, uno spazio sul lato opposto (che si definisce proprio lato debole) nel quale può comodamente infilarsi un atleta.
  3. I difensori della squadra altoatesina pagano tutti una certa lentezza. Quanto ne può discendere (incluso il sorprenderli alle spalle) è piuttosto intuitivo.

Possibile formazione del Südtirol.

Provando ad ipotizzare l’undici che domenica sera affronterà le Aquile, piuttosto verosimile che il portiere sia il lituano Marius Adamonis. Le alternative sono l’esperto Poluzzi ed il più giovane Drago. Nel pacchetto arretrato, dovrebbe ottenere una maglia da titolare il promettente Filipe Bordon, italo-brasiliano di proprietà della Lazio. Per le altre due, Masiello e Pietrangeli sembrano in pole, ma alle loro spalle scalpitano Frédéric Veseli, Giorgini e Kofler. In mediana, i due esterni dovrebbero essere Hamza El Kaouakibi, a destra, e Simone Davi a sinistra. Qualche possibilità, però, per Federico Davì. In mezzo, il play Mallamo dovrebbe avere ai suoi lati Mamadou Coulibaly (ex della sfida) e Fabian Tait, capitano della squadra. Nondimeno, non si può escludere l’impiego dal primo minuto di Simone Tronchin. Alle spalle della prima punta, Pecorino, agirà certamente Casiraghi. Se quest’ultimo fosse dirottato a centrocampo, come mezzala di squilibrio, accanto a Pecorino sarà schierato uno fra Italeng, Merkaj e Odogwu.

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