La vetrina dei nuovi arrivi: scopriamo chi è Costantino Favasuli

di Nicola mazzuca
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Volto nuovo in casa Catanzaro, per la stagione 2025/2026, è quello di Costantino Favasuli, nato a Reggio Calabria il 26 aprile 2004. Si tratta di un laterale (ruolo che un tempo si definiva terzino), efficacemente impiegabile anche a centrocampo, su entrambe le corsie. In qualche sporadica occasione, durante la carriera, ha ricoperto anche i ruoli di mediano centrale, di trequartista e di esterno d’attacco sul versante sinistro. Il calciatore porta il soprannome di Toro (lo stesso di Lautaro Martínez, il fortissimo attaccante dell’Inter): in effetti, Costantino raramente mostra segni di stanchezza durante una partita, partecipando attivamente e costantemente alle due fasi.

Il ragazzo trascorre la sua infanzia ad Africo, piccolo paese della Locride meridionale (l’area, più precisamente, si definisce Heracleum), e dà i primi calci alla sfera di cuoio nella Segato, una scuola calcio di Reggio Calabria. Deve dimostrare un certo talento se è vero, come lo è, che nel 2018 fa le valigie per la Toscana, per entrare nel settore giovanile della Fiorentina. Indossa la maglia del club nelle formazioni più verdi, dalla under 16 fino alla Primavera, contribuendo al successo di quest’ultima in due Coppa Italia ed in una Supercoppa di categoria. Il tecnico di quella Primavera è Alberto Aquilani, che già aveva allenato Favasuli nella under 18. Nel mese di novembre del 2022, per il nuovo difensore o centrocampista delle Aquile giungono anche due caps con la Nazionale under 19, nelle sfide in cui questa è opposta ai pari età dell’Ungheria. Nella prima, il ragazzo è titolare, ma è sostituito dopo l’intervallo. Nella seconda, subentra al compagno Enrico Giannini (al tempo in forza al Napoli) a nove minuti dal triplice fischio.

Nel 2023/2024, Costantino conosce per la prima volta il calcio dei grandi: difatti, è ceduto in prestito alla Ternana. Con la maglia del club umbro, colleziona trentuno presenze (con un assist), ma è fra gli atleti schierati dal primo minuto soltanto in undici occasioni. Fra l’altro, il Mister Cristiano Lucarelli, nel primo terzo di campionato, si incaponisce ad impiegare il calciatore come centrocampista centrale. Soltanto Roberto Breda – subentrato allo stesso Lucarelli alla dodicesima giornata – riuscirà a comprendere che Favasuli esprime le sue potenzialità se utilizzato sui lati. Nella gara contro il Catanzaro, alla penultima giornata, il ragazzo si segnala fra i migliori: cancella Jari Vandeputte dal terreno di gioco ed è in frequente proiezione offensiva.

Nella stagione seguente, dopo il rientro al club proprietario del cartellino, il difensore o centrocampista è girato, sempre in prestito, al Bari. Con questa squadra, mette insieme trenta presenze (diverse da titolare), confeziona un servizio che un compagno trasforma in punto e realizza anche la sua prima rete fra i professionisti, oggettivamente bellissima. Vittima (incolpevole) della prodezza è Mirko Pigliacelli, portiere delle Aquile (e quindi attuale compagno di squadra di Costantino).

Ora, volendo  riassumere in breve la carriera di Favasuli, si rileva che il calciatore stesso ha calcato i rettangoli verdi per 8.985 minuti (inclusi i 54 con la rappresentativa azzurra under 19), distribuiti in 146 presenze. La media, pertanto, è di poco superiore ad un’ora per ciascuna gara. Ha messo a segno undici goal (uno fra i professionisti) e servito sette assist (due in serie B).

Il soprannome che porta, accennato agli inizi, è indice di una carica agonistica che, ogni tanto, lo porta ad eccedere negli interventi o nelle proteste rivolte ai direttori di gara. In realtà, nel curriculum di Costantino ci sono ben trentuno cartellini gialli (più o meno uno ogni 290 primi circa di partita). In una circostanza, la medesima sanzione è giunta per due volte in un unico incontro, con conseguente espulsione. Infine, uno il rosso diretto, rimediato ai tempi della militanza nella Primavera della Fiorentina.

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