Juve Stabia: l’analisi tattica del prossimo avversario delle Aquile

di Nicola mazzuca
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La Juve Stabia, ospite alNicola Ceravolovenerdì prossimo per il quinto turno di campionato, è allenata da Ignazio Abate. Questi, ancora molto giovane, è alla sua prima esperienza in serie B ed alla seconda, in assoluto, fra i professionisti. Più in particolare, è giunto a Castellammare dopo aver diretto la Ternana, in serie C, nella scorsa stagione, ed in precedenza varie formazioni giovanili del Milan. Nondimeno, l’ex difensore del Diavolo ha già dimostrato di possedere molte delle qualità tipiche dei moderni allenatori: soprattutto, quella capacità di adattamento con cui la sua squadra può interpretare al meglio le due fasi degli incontri di calcio.

Fase di possesso.

Abate sistema la sua squadra con un pacchetto arretrato composto da tre atleti (un centrale e duebraccetti), più due calciatori deputati ad attaccare sugli (e dagli) esterni. Gli altri elementi (di là, ovviamente, del portiere) sono utilizzati in maniera camaleontica, con ilMisterche alterna il numero dei centrocampisti centrali (due o tre), dei trequartisti (nessuno, uno o due) e delle punte (una o due). In numeri, quindi, il modulo può essere, alternativamente, 3-5-1-1, 3-5-2, 3-4-2-1, 3-4-1-2. Qualunque sia quello scelto, il principio cardine della squadra gialloblù è la costruzione dal basso, cui partecipa anche l’estremo difensore. Ilplaysi sistema davanti alla linea dei difensori, con i due esterni che si alzano all’altezza di altrettanti compagni e si aprono per cercare di allargare le linee opposte di difesa. Due elementi completano il modulo, che è dunque un 3-1-4-2. Se la pressione avversaria è molto alta e forte, pareggiando il numero di atleti deputati alla manovra iniziale, un mediano scende fino al suoregista, con contestuale abbassamento di altri calciatori, sempre per formare, con i laterali, una linea di quattro. In questa seconda ipotesi, lo schema è quindi una specie di 3-2-4-1

Nello sviluppo (che naturalmente comporta superare la prima linea di pressione), la squadra campana prova a sfruttare sia le corsie sia i corridoi centrali. In entrambi i casi, all’azione partecipano i calciatori più offensivi, allo scopo di creare superiorità e disorientamento nelle difese, ma anche per favorire gli inserimenti. In altre parole, Abate chiede ai suoi attaccanti (anche quando ne schiera uno soltanto) di muoversi molto sul fronte alto, con gli altri calciatori deputati ad attaccare gli spazi oppure, nel caso degli esterni, a convergere verso il centro. Le marcature della Juve Stabia nell’ultima gara, giocata a La Spezia, sono arrivate proprio sfruttando queste idee. Naturalmente, alla manovra offensiva partecipano non soltanto le punte (o la punta unica), ma anche i centrocampisti centrali, che possono aggiungersi a quelli esterni. In buona sostanza ed in maniera riassuntiva, la rifinitura può arrivare da un lato, con un mediano od una punta che ha accompagnato, appunto, il compagno sull’esterno, oppure passare per vie centrali, con un calciatore che viene incontro per attirare su di sé un difensore avversario.

Fase di non possesso.

La squadra di Abate fa dell’intensità senza palla e dell’aggressione due dei suoi punti di forza. Nella prima condotta difensiva, l’obiettivo è quello di serrare la zona centrale. La sistemazione è una sorta di 5-3-1-1, con gli attaccanti che diventano, di fatto, i primi difensori. Costoro provano ad impedire lo scarico sulplayavversario: uno chiude la linea di passaggio verso di lui, pressando il portatore; l’altro prende come riferimento proprio quel centrocampista, chiudendo lo spazio in zona centrale, mentre una mezzala si alza su un altro riferimento in mezzo al terreno di gioco. Limitando, pertanto, le soluzioni in quell’area, l’undiciavversario è obbligato ad un lancio lungo (facile preda dei centrali della Juve Stabia) oppure ad una giocata su uno dei lati. In quest’ultima ipotesi, il terzino esce forte in pressione, con l’aiuto di un centrocampista, mentre ilplaylimita lo spazio centrale con il contributo del compagno di reparto che in precedenza aveva portato l’azione di copertura in zona più alta. Si tratta di meccanismi che, nelle prime giornate di campionato, si sono rivelati efficaci. Difatti, la squadra di Castellammare, molto attenta anche alle marcature preventive, ha subito appena due reti e si è dimostrata feroce nelle operazioni di interdizione e di rapida riconquista del possesso.

Punti deboli.

Da quanto esposto, la Juve Stabia sembrerebbe una formazione pressoché insuperabile. Tuttavia, se per un verso merita rispetto e attenzione particolari, per un altro non è esente da qualche lacuna o problema. Alcuni infortuni – che hanno interessato il difensore Bellich, i centrocampisti Battistella e Ciammaglichella, l’attaccante Morachioli – limitano le scelte di Ignazio Abate, costretto a rinunziare pure a Mattia Mannini, giovane e promettente esterno in prestito dalla Roma, partito per il Cile per disputare i Mondiali riservati alle rappresentative under 20. Proprio la mancanza di Bellich crea incognite al pacchetto arretrato: da un lato, i tre atleti più esperti hanno come alternative soltanto un paio di ragazzi con poca o nessuna esperienza fra i professionisti (Filippo Reale e Giacomo Stabile); da un altro, e soprattutto, i titolari appaiono forti nei contrasti e nel gioco aereo, ma piuttosto statici. In conseguenza, vanno in difficoltà in sede di costruzione dal basso (la manovra risulta giocoforza più lenta), ma ancor di più, in fase di non possesso, possono essere sorpresi alle spalle. Specie nel caso in cui l’undicidi Castellammare di Stabia fallisca la seconda pressione. Va aggiunto che Alessandro Gabrielloni, giunto in prestito dal Como per ovviare alla partenza di Andrea Adorante, è certamente un buonissimo attaccante, ma non ancora in piena forma. E si è accennato al grande lavoro che il tecnico chiede, appunto, ai suoi elementi offensivi. In più, schierarlo dal primo minuto comporta rinunziare a Rareș Burnete, che di certo aveva accettato il trasferimento alla Juve Stabia con la prospettiva di esserne sovente titolare, ed anche a Leonardo Candellone, capitano della squadra ed idolo della tifoseria gialloblù, quando il tecnico – come all’AlbertoPiccodi La Spezia – preferisce affidarsi ad una sola punta di ruolo con un unico trequartista che si muove nei suoi pressi.

Possibile formazione.

Con ogni probabilità,MisterAbate, per sfidare leAquile, si affiderà alla stessa formazione che, nell’ultimo turno di campionato, si è brillantemente imposta a La Spezia. Significa che atleti quali Mosti o Zuccon, centrocampisti, oppure i richiamati Burnete e Candellone, attaccanti, dovrebbero eventualmente subentrare a gara in corso. Alessandro Confente sarà dunque a difesa dei pali, con Ruggero, Varnier e Giorgini a formare il pacchetto arretrato. A centrocampo, da destra verso sinistra, gli interpreti dovrebbero essere Carissoni, Correia, Leone, Maistro e Piscopo. Pierobon, trequartista, dovrebbe agire alle spalle di Gabrielloni.

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Alè Catanzaro
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