Il Catanzaro crolla sul traguardo, Iannarilli firma il pari dell’Avellino, al “Partenio” termina 1-1

Dopo il Monza, un’altra doccia gelata nel recupero: i giallorossi avanti con Iemmello e in controllo anche in dieci, ma vengono agganciati all’ultimo respiro tra VAR e incredulità

di Leonardo La Cava
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Il calcio, a volte, sa essere crudele. E al “Partenio” lo è stato fino all’ultimo respiro.

Il pareggio dell’Avellino al 94’ non è soltanto un gol: è un’esplosione emotiva che ribalta tutto. È il boato di uno stadio che passa dalla rassegnazione all’euforia in un istante, è la corsa disperata di Iannarilli che si trasforma in eroe, è il pallone che si insacca e congela il Catanzaro proprio quando la vittoria sembrava ormai in tasca. Per i giallorossi è una doccia gelata, improvvisa, violenta.

Fino a quel momento, la partita aveva raccontato una storia diversa. Una gara costruita con pazienza, gestita nei momenti chiave, sofferta con carattere anche dopo l’inferiorità numerica. Il Catanzaro aveva saputo colpire con cinismo, difendere con ordine, aggrapparsi al proprio portiere e resistere all’assalto finale dell’Avellino. Era la classica vittoria “sporca”, ma pesantissima, di quelle che danno forza e continuità.

E invece, proprio sul traguardo, tutto si spezza.

Quel pallone che arriva in area al 94’ porta con sé non solo il peso dell’ultimo assalto, ma anche quello del destino. Iannarilli sale, salta, colpisce. Pigliacelli respinge ma non trattiene se non in un secondo momento. Per un attimo il tempo si ferma. Poi il VAR, l’attesa, il verdetto. Gol. È 1-1.

Per il Catanzaro è un déjà-vu amaro. Dopo quanto accaduto contro il Monza, arriva un’altra beffa all’ultimo istante: la seconda consecutiva. Due partite, due finali identici nella sostanza, due ferite che fanno male non solo per il risultato, ma per come maturano. Perché arrivano quando ormai si assapora la vittoria, quando le energie sono state spese tutte, quando la linea del traguardo è a un passo.

Dal punto di vista emotivo, è una partita che lascia sensazioni opposte: da un lato l’orgoglio per una squadra capace di lottare, reagire e restare in partita anche in inferiorità numerica; dall’altro la frustrazione per un risultato sfuggito ancora una volta nel recupero, quando bastava un ultimo sforzo per portarla a casa.

L’Avellino, invece, vive l’altra faccia della medaglia: la fede fino all’ultimo secondo, la spinta del pubblico, la determinazione di non arrendersi mai. E quel gol finale diventa quasi una liberazione, il premio a una pressione continua, a una gara giocata sempre con intensità crescente.

Alla fine, resta un pareggio spettacolare, ma emotivamente pesantissimo. Perché certe partite non si misurano solo nel risultato, ma in quello che ti lasciano dentro. E per il Catanzaro, questa, è una di quelle che brucia. Ancora di più.

Pre Match

Al “Partenio” va in scena una sfida delicata e carica di significati per la 34ª giornata del campionato di Serie B. Di fronte Avellino e Catanzaro, due squadre chiamate a fare i conti non solo con la pressione della classifica, ma anche con un numero significativo di assenze che inevitabilmente condizionano le scelte dei rispettivi allenatori.

In casa Avellino, la vigilia è stata segnata da defezioni importanti. Alla squalifica di Izzo si è aggiunto, nella tarda serata di ieri, il forfait del portiere Daffara, costretto a dare forfait all’ultimo momento. Un’assenza che pesa nell’economia del match e che obbliga lo staff tecnico irpino a rivedere gli equilibri difensivi.

Situazione ancora più complessa per il Catanzaro, che si presenta in Irpinia con una lista indisponibili decisamente più lunga. Out per squalifica Nuamah, Pittarello, Cassandro e Alesi, mentre D’Alessandro è fermo ai box per infortunio. Un’emergenza che costringe mister Aquilani a ridisegnare l’assetto, pur mantenendo intatta l’identità tattica della squadra.

Il tecnico giallorosso conferma, infatti, il consueto 3-4-2-1, adattando gli interpreti alle necessità del momento. Davanti a Pigliacelli, esordio dal primo minuto per Jack, inserito nella difesa a tre insieme a Brighenti e Antonini. Sulle corsie esterne spazio a Favasuli sulla destra e Di Francesco sulla sinistra, mentre in mezzo al campo agiranno Petriccione e Pontisso, chiamati a garantire equilibrio e qualità nella costruzione del gioco.

In avanti torna protagonista Iemmello, che rientra dalla squalifica e rappresenta il principale riferimento offensivo dei calabresi. Alle sue spalle agiranno Liberali e Rispoli, incaricati di supportare la manovra e creare superiorità tra le linee.

Sul fronte opposto, l’Avellino si affida anche al fascino degli ex. Sarà infatti Biasci a partire dal primo minuto, avendo vinto il ballottaggio in attacco. In campo anche Sounas, altro ex della gara, in una partita che inevitabilmente aggiunge motivazioni personali a una sfida già di per sé intensa.

Tra emergenze e scelte obbligate, Avellino-Catanzaro si presenta come una gara aperta e imprevedibile, dove a fare la differenza potrebbero essere proprio gli episodi e la capacità di adattamento delle due squadre.

Primo tempo

Il primo tempo tra Avellino e Catanzaro si sviluppa su ritmi intensi e con un equilibrio costante, ma racconta due momenti ben distinti: una prima fase di studio con maggiore gestione giallorossa e una seconda parte in cui i padroni di casa alzano pressione e pericolosità.

L’avvio è infatti di marca Catanzaro: già nei primi minuti la squadra di mister Aquilani prende in mano il possesso, cercando con pazienza varchi nella retroguardia irpina. L’Avellino risponde con aggressività, come dimostrano i primi contrasti e le ammonizioni che spezzano il ritmo, a partire da quella inflitta a Petriccione al 4’ e a seguire quella di Russo al 10’

La prima vera occasione della gara arriva all’8’ ed è di marca biancoverde: Palmiero disegna un lancio perfetto per Russo, che controlla e calcia al volo, trovando però la provvidenziale opposizione di Jack che salva il risultato. È il primo segnale di un Avellino pronto a colpire in verticale.

Il Catanzaro, però, non resta a guardare e prova a rispondere con trame manovrate e inserimenti: al 18’ Rispoli sfonda sulla destra e mette un pallone pericoloso in area piccola, dove Iannarilli anticipa Iemmello, mentre al 21’ è lo stesso capitano giallorosso a provarci dopo uno scambio con Pontisso, ma il tiro viene murato dalla difesa.

Con il passare dei minuti, la partita si accende. Al 24’ è ancora Rispoli a rendersi pericoloso con una conclusione dal limite che termina alta, mentre al 27’ l’Avellino risponde con Enrici, il cui tiro sfiora il palo. La gara resta aperta, combattuta e ricca di ribaltamenti di fronte.

Il momento chiave arriva alla mezz’ora: il Catanzaro perde Petriccione per infortunio, costretto ad abbandonare il campo al 30’ e sostituito da Pompetti. Un episodio che incide sull’equilibrio della squadra ospite proprio mentre l’Avellino aumenta i giri del motore.

I biancoverdi, infatti, crescono con decisione: al 31’ Russo prova una spettacolare rovesciata, centrale ma insidiosa, mentre al 33’ un errore di Jack rischia di spalancare la porta a Palumbo e allo stesso Russo, senza però esito, al 35’ è l’ex Biasci ad impensierire il Catanzaro, tiro di destro da fuori area termina di poco alto.

Nel finale di tempo è l’Avellino a fare la partita: il forcing dei padroni di casa costringe i giallorossi sulla difensiva, tra calci piazzati e continui traversoni, anche se manca sempre la precisione nell’ultimo passaggio. Dall’altra parte, il Catanzaro prova a rendersi pericoloso in ripartenza, come nel recupero con il tiro-cross di Iemmello che si spegne sul fondo.

Si va così all’intervallo sullo 0-0, al termine di un primo tempo combattuto, intenso e ricco di episodi: meglio l’organizzazione iniziale del Catanzaro, ma è l’Avellino a crescere alla distanza, chiudendo in attacco.

Secondo tempo

La ripresa al “Partenio” è stato un concentrato di tensione, episodi e colpi di scena, capace di ribaltare più volte l’inerzia emotiva della gara fino al clamoroso epilogo finale.

Dopo l’intervallo, l’Avellino riparte con un cambio immediato – dentro Missori – e proprio il neoentrato si rende subito pericoloso: prima con un cross insidioso bloccato con qualche apprensione da Pigliacelli, poi con una conclusione ravvicinata respinta dal portiere giallorosso. È il segnale di un Avellino più aggressivo, che alza il pressing e prova a mettere in difficoltà la costruzione dal basso del Catanzaro.

La partita si accende rapidamente: al 53’ arriva una clamorosa occasione per i padroni di casa, con Sounas che calcia a colpo sicuro ma trova il salvataggio provvidenziale di Pontisso sulla linea. Poco dopo, il VAR controlla un contatto in area tra Brighenti e Cancellotti, ma lascia proseguire.

Il momento chiave arriva al 60’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pontisso, Iemmello si coordina perfettamente e con un piattone al volo porta in vantaggio il Catanzaro. Il gol cambia l’inerzia del match: gli ospiti prendono fiducia e sfiorano subito il raddoppio, ancora con Iemmello e poi con un colpo di testa di poco alto.

L’Avellino reagisce con una girandola di cambi offensivi, ma il match si accende ulteriormente al 75’: Brighenti rimedia la seconda ammonizione e lascia il Catanzaro in inferiorità numerica. Nell’immediato, l’arbitro assegna anche un calcio di rigore ai biancoverdi per trattenuta su Favilli. È l’occasione perfetta per il pareggio, ma Pigliacelli si supera neutralizzando il tiro dello stesso Favilli, tenendo avanti i suoi.

Nel finale è un assedio dell’Avellino: Insigne e Patierno ci provano senza fortuna, mentre il Catanzaro si difende con ordine e prova a spezzare il ritmo con cambi e ripartenze. Pigliacelli diventa protagonista con uscite sicure e interventi decisivi.

Quando la gara sembra ormai indirizzata verso la vittoria giallorossa, arriva il colpo di scena al 94’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, anche il portiere Iannarilli si spinge in area e, con un colpo di testa clamoroso, trova il gol del pareggio. Dopo un check del VAR, la rete viene convalidata, facendo esplodere il “Partenio”.

Un secondo tempo vibrante, segnato da episodi decisivi – il gol di Iemmello, l’espulsione di Brighenti, il rigore fallito e l’incredibile rete finale di Iannarilli – che consegnano alla partita un finale spettacolare e imprevedibile.

Avellino (4-3-1-2): Iannarilli, Sala, Palmiero, Russo, Biasci (63’ Patierno), Kumi (46’ Missori), Palumbo (63’ Favilli), Sounas (79’ Le Borgne), Cancellotti (64’ Insigne), Simic, Enrici.

Allenatore: Davide Ballardini

A disposizione: Sassi, Missori, Tutino, Pandolfi, Patierno, D’Andrea, Armellino, Le Borgne, Besaggio, Fontanarosa, Insiegne, Favilli

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli, Antonini, Jack (86’ Verrengia), Iemmello, Petriccione (30’ Pompetti), Liberali (80’ Esteves), Pontisso (79’ Buglio), Brighenti, Favasuli, Rispoli, Di Francesco (79’ Frosinini)

Allenatore: Alberto Aquilani

A disposizione: Marietta, Borrelli, Esteves, Bashi, Pompetti, Verrengia, Oudin, Koffi, Frosinini, Ardizzone, Buglio

Arbitro: Paride Tremolada di Monza
Assistenti: Mattia Politi di Lecce – Andrea Bianchini di Perugia

Quarto ufficiale: Bruno Spina di Barletta

Var: Alessandro Prontera di Bologna – Avar: Federico Dionisi de L’Aquila

Marcatori: 60’ Iemmello (CZ), 90+4’ Iannarilli (AV)

Ammonizioni: 4’ Petriccione (CZ), 10’ Russo (AV), 29’ Sounas (AV), 40’ Cancellotti (AV), 56’ Brighenti (CZ), 66’ Pontisso (CZ)

Espulsi: 75’ Brighenti (CZ) per doppia ammonizione

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