Il Catanzaro convince e cresce, Aquilani esalta il gruppo e guarda al Mantova: “Abbiamo fame di vittoria”

È proprio la fame, oggi, il tratto distintivo di un Catanzaro che non si accontenta. Una squadra che ha imparato a vincere con la testa prima ancora che con i piedi. E che ora vuole continuare a farlo, con la stessa convinzione.

di Leonardo La Cava
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C’è unCatanzaroche vince, convince e cresce. Lo fa con autorità, con maturità e con la consapevolezza di una squadra che ha imparato a conoscersi e a riconoscere i momenti delle partite. Le vittorie per 2-0 contro laReggianae ilPescaranon sono soltanto sei punti in classifica: rappresentano la fotografia di un gruppo che ha fatto un salto di qualità soprattutto sotto il profilo mentale.

IlCatanzaroha dettato il ritmo quando c’era da governare il gioco, ha saputo soffrire nei frangenti più delicati e ha colpito con lucidità nei momenti decisivi. E tutto questo concedendosi anche il lusso di un turnover ragionato, segnale di una rosa profonda e di una fiducia diffusa.

Sono state due gare in cui siamo riusciti a portare a casa l’intera posta in palio– esordisce mister Alberto Aquilani –due vittorie importanti, diverse tra loro e dalle quali prendiamo anche spunto per migliorare”. Parole che raccontano la doppia anima delle prestazioni: concretezza nei risultati e ambizione nella crescita.

Il tecnico giallorosso si sofferma poi sulle rotazioni, diventate un’arma e non una necessità. “Ho un gruppo che mi permette di essere molto sereno nelle mie scelte. Il turnover nasce principalmente da questo aspetto. I ragazzi sanno di essere tutti utili alla causa, ma soprattutto responsabili e consapevoli di doversi far trovare pronti alla chiamata”. Un concetto che va oltre la gestione delle energie: è una questione di cultura del lavoro e senso di appartenenza.

Le risposte arrivate dal campo hanno confermato la bontà delle scelte. Il giovaneAlesiha ribadito di essere un profilo su cui puntare, mentre il rientro diDi Francescorappresenta un valore aggiunto in vista del finale di stagione. “Di Francesco è un giocatore importante, l’ho detto in estate e lo ribadisco adesso. Siamo stati sfortunati a non averlo a disposizione, l’infortunio lo ha tenuto fuori a lungo, ora contiamo di averlo a pieno regime e ne sfrutteremo le qualità. Può darci davvero tanto, anche per caratteristiche: può giocare sia da esterno che in posizione più centrale”.

SuAlesi, il tecnico non ha dubbi: “È un ragazzo che lavora seriamente durante la settimana, accettando che il suo percorso è fatto di crescita e passa attraverso un lavoro graduale. Lavora sodo per farsi trovare sempre pronto”. Parole che raccontano un progetto tecnico in cui i giovani vengono inseriti con equilibrio, senza bruciare tappe ma senza neppure rinunciare al coraggio.

Il tempo per godersi il doppio successo, però, è già scaduto. All’orizzonte c’è ilMantova, avversario profondamente cambiato rispetto alla gara d’andata, sia negli interpreti sia nella guida tecnica. Una squadra che, al di là della classifica, nasconde insidie.

Come tante squadre che affrontiamo in questo girone di ritorno, il Mantova appartiene a quella schiera che ha cambiato tanto,al di là della posizione in classifica, hanno qualità. Non sottovalutiamo nessuno. Così come abbiamo fatto contro Reggiana e Pescara, dobbiamo essere bravi noi a indirizzare la gara a nostro favore. Possiamo farlo dimostrando di avere fame di punti e di vittoria”.

È proprio la fame, oggi, il tratto distintivo di unCatanzaroche non si accontenta. Una squadra che ha imparato a vincere con la testa prima ancora che con i piedi. E che ora vuole continuare a farlo, con la stessa convinzione.

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