Gestione dei momenti e pressione offensiva: così il Catanzaro ha ribaltato l’Empoli (3-2), l’analisi tattica del match

Dopo l’avvio shock firmato Empoli, i giallorossi consolidano il possesso, aumentano la pressione offensiva e sfruttano la presenza negli ultimi trenta metri per costruire una rimonta meritata.

di Nicola mazzuca
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Ci sono partite, nel calcio contemporaneo, in cui il risultato non può dirsi davvero acquisito neppure quando una squadra si trova in vantaggio di due reti. Specie se il doppio scarto matura nel primo terzo di una sfida. Ritmi elevati, aggressività nella riconquista del pallone, consapevolezza dei propri mezzi e una sempre più marcata ricerca della verticalità fanno sì che anche situazioni apparentemente consolidate possano cambiare nell’arco di un incontro.

La gara disputata domenica al Nicola Ceravolo ne offre una dimostrazione piuttosto evidente. L’Empoli riesce infatti a costruire un doppio vantaggio nel primo quarto d’ora, dando l’impressione di poter indirizzare con decisione la partita. Il Catanzaro, però, non smarrisce ordine né fiducia nel proprio impianto di gioco e, grazie a una ripresa giocata con crescente pressione offensiva, riesce progressivamente a ribaltare la contesa.

Piani iniziali.

Alberto Aquilani dispone i suoi ragazzi con l’abituale 3-4-2-1. L’idea è chiara. I tre difensori, con un mediano dinanzi a loro (più spesso Petriccione, meno di frequente Pontisso), garantiscono l’uscita dal basso, con i braccetti, in particolare Cassandro, pronti ad accompagnare lo sviluppo della manovra. Gli esterni di centrocampo svolgono compiti di doppia fase: ampiezza e profondità in fase di possesso, contributo alla linea difensiva a cinque quando la squadra perde il pallone. Alle spalle della punta, i due trequartisti cercano con continuità spazi tra le linee per favorire connessioni rapide e inserimenti centrali.

Anche l’Empoli si dispone con un sistema sostanzialmente speculare. Tuttavia, nelle intenzioni di Dionisi, il calcio va interpretato con maggiore verticalità: recupero della sfera e immediata ricerca della profondità, spesso affidata ai movimenti dei due rifinitori che agiscono a ridosso dell’attaccante centrale. Gli esterni di centrocampo, molto alti in fase offensiva, devono provare ad allungare la linea difensiva delle Aquile e a creare spazi intermedi per gli inserimenti centrali.

Il confronto tattico si presenta dunque equilibrato sul piano strutturale, ma con due interpretazioni differenti della gestione del possesso: più paziente e ragionata quella del Catanzaro, più diretta e verticale quella dell’Empoli.

L’avvio shock dei toscani.

La partita si accende immediatamente. Trascorrono meno di 30 secondi quando l’Empoli riesce a trovare il vantaggio sfruttando un approccio un po’ troppo molle della squadra padrona di casa: Curto è lasciato liberissimo di crossare in area, ove Elia, dimenticato da difensori e centrocampisti, si inserisce e batte comodamente a rete, superando l’incolpevole Pigliacelli. L’undici giallorosso reagisce, ma Mattia Liberali, favorito da un passaggio di Pittarello, fallisce una ghiotta opportunità (8’). Intorno al quarto d’ora, l’Empoli trova il raddoppio. Un errato passaggio di Petriccione all’altezza della linea mediana favorisce rapida ed immediata ripartenza che Nasti conclude. Nella situazione, anche a prescindere dalla sbavatura del centrocampista giallorosso, il Catanzaro è vittima della sua vocazione offensiva. I due esterni, infatti, sono già molto alti e la squadra, in conseguenza, è maggiormente esposta alla transizione.

La prosecuzione del primo tempo: il Catanzaro inizia a prendere campo.

Nonostante il doppio svantaggio, la formazione di casa non smarrisce il proprio impianto di gioco. Continua a costruire con pazienza, cercando di consolidare il possesso e di risalire progressivamente il terreno di gioco. Con il trascorrere dei minuti, i giallorossi riescono a stabilizzarsi con continuità nella metà campo avversaria. I tre difensori impostano con ordine, i centrocampisti garantiscono linee di passaggio costanti e Favasuli, a destra, spinge con frequenza crescente. I trequartisti, muovendosi tra le linee, provano a creare superiorità numerica nella zona centrale del campo e a facilitare la progressione della manovra. Alle Aquile, però, mancano valide soluzioni sul lato mancino, occupato da un D’Alessandro non in grande giornata oppure attaccato da Brighenti che, ad eccellenti doti difensive, non unisce piede educato. In ogni modo, la gara assume una fisionomia piuttosto chiara: il Catanzaro controlla territorio e possesso, mentre l’Empoli arretra progressivamente il proprio baricentro cercando di difendere il doppio vantaggio e, se possibile, di ripartire negli spazi.

La svolta della ripresa.

Ad inizio ripresa, Gabriele Alesi rileva Marco D’Alessandro. Anche Alessio Dionisi opera due sostituzioni: lo svizzero Nicolas Haas prende il posto di Gerard Yepes, ammonito nella prima frazione, e Antonio Candela subentra a Salvatore Elia. Lo scopo della seconda scelta è evidente: arroccarsi in un 5-4-1 basso che possa contenere la prevedibile reazione della squadra giallorossa. Che non tarda ad arrivare. Il Catanzaro, appunto, accorcia le distanze tra i reparti, alza il baricentro, accettando l’eventuale uno contro uno in difesa, e si sistema sempre più vicino all’area avversaria. Già al primo minuto, Cassandro calcia alto da distanza ravvicinata. In seguito, però, dopo un ultimo spavento (con il palo che salva Pigliacelli), maturano le due reti di Pittarello. Tali segnature, favorite da assist di Liberali da destra e di un geniale Iemmello dal centro, arrivano nel giro di appena sei minuti e premiano la crescente presenza offensiva della squadra di Alberto Aquilani. In questi frangenti, proprio il capitano diventa il riferimento centrale attorno al quale ruotano molte delle iniziative delle Aquile, con l’Empoli che, ormai schiacciato nei suoi primi 20/25 metri, non riesce a gestire la continua pressione offensiva né, men che meno, a ripartire. Pertanto, la sfida, che nella prima fase sembrava indirizzata, torna in equilibrio.

Il sorpasso giallorosso.

Una volta ristabilita la parità, l’inerzia dell’incontro appare ormai chiaramente favorevole al Catanzaro. I ragazzi in maglia giallorossa continuano a spingere con decisione, mantenendo il controllo territoriale della gara e occupando stabilmente l’ultimo terzo di campo. Al 73’, arriva il goal del sorpasso: Pittarello, sebbene caduto, riesce in qualche modo a servire Cassandro che non lascia scampo all’ex Fulignati. Si completa così la remuntada. Il termine corretto, in realtà, sarebbe remontada, ma quello con la lettera U è ormai entrato nel lessico sportivo internazionale e, in ogni caso, non è questa la sede per dare lezioni di lingua spagnola. Piuttosto, conta rilevare come gli ultimi tentativi della formazione ospite, tesi ad ottenere il pareggio, non producano alcun reale pericolo alla porta difesa da Mirko Pigliacelli.

Considerazioni conclusive.

La gara fra Catanzaro ed Empoli conferma quanto, nel calcio contemporaneo, la gestione dei momenti della partita possa risultare decisiva al pari dell’organizzazione tattica. L’undici di Dionisi ha interpretato meglio l’avvio della gara, sfruttando l’approccio molle delle Aquile ed una transizione, favorita da un passaggio completamente sbagliato a centrocampo e da una sistemazione non ottimale di altri atleti sul rettangolo verde. Il Catanzaro, dal canto suo, ha avuto il merito di restare fedele al proprio piano di gioco, aumentando progressivamente pressione e presenza offensiva fino a ribaltare l’incontro. Una rimonta costruita con pazienza, intensità, grinta, idee di calcio e continuità territoriale.

TABELLINO:

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Petriccione, Pontisso (85’ Pompetti), D’Alessandro (46’ Alesi); Liberali (72’ Nuamah), Iemmello (85’ Frosinini); Pittarello (91’ Koffi). A disposizione: Marietta, Esteves, Bashi, Fellipe Jack, Verrengia, Rispoli, Buglio. Allenatore: Aquilani.

Empoli (3-4-2-1): Fulignati; Curto (84′ Bianchi), Guarino, Obaretin; J. Ceesay, Magnino, Yepes (46′ Haas), Elia (46′ Candela); Saporiti (66′ Fila), Ilie (58′ Ignacchiti); Nasti. A disposizione: Gasparini, Perisan, Romagnoli, Indragoli, Ebuehi. Allenatore: Dionisi.

Arbitro: Valerio Crezzini (Siena)

Assistenti: Gamal Mokhtar (Lecco) e Ayoub El Filali (Alessandria)

Quarto ufficiale: Luca Massimi (Termoli)

VAR: Alberto Santoro (Messina)

Avar: Daniele Rutella (Enna)

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