Trasparenza, difesa delle scelte societarie e rivendicazione di un percorso tecnico ben definito. Sono stati questi i temi centrali della lunga conferenza stampa del direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, che al termine del calciomercato invernale ha voluto chiarire nel dettaglio le motivazioni alla base delle operazioni condotte dal club giallorosso.
Un intervento articolato, nel quale il ds ha parlato apertamente alla città e ai tifosi, spiegando come il mercato di gennaio non dovesse rappresentare un momento di rivoluzione, bensì un passaggio di consolidamento di un gruppo che, fino a questo punto della stagione, ha ottenuto risultati importanti e in parte superiori alle aspettative iniziali. «Siamo partiti da una base chiara – ha spiegato Polito – questa era una squadra che non aveva bisogno di essere stravolta».
Nel rispondere alle osservazioni relative alla mancanza di innesti “di peso” in alcuni ruoli chiave, il direttore sportivo ha sottolineato come ogni operazione debba essere valutata non solo sotto il profilo tecnico, ma anche in relazione agli equilibri dello spogliatoio. In particolare, sul tema del difensore esperto, Polito ha evidenziato come l’inserimento di un profilo di questo tipo rischi di creare sovrapposizioni e attese difficilmente gestibili. «Quando arriva un giocatore esperto – ha detto – bisogna anche chiedersi chi dovrebbe aspettare per giocare. Qui ci sono titolari consolidati e altri che spingono forte».
L’unico innesto nel reparto arretrato quello del difensore Fellipe Jack classe 2006 è stato effettuato in seguito alla partenza di Bettella, maturata per volontà dello stesso calciatore. Una situazione che ha portato il Catanzaro a intervenire in modo mirato, proseguendo su una linea di ringiovanimento coerente con la strategia societaria. Polito ha rivendicato la scelta di puntare su un profilo giovane e di prospettiva, ritenuto funzionale al tipo di calcio proposto e in grado di inserirsi senza alterare gerarchie e dinamiche interne. «Bettella ha scelto di andarsene – ha dichiarato Polito – e noi abbiamo rispettato la sua decisione. Non era un titolare inamovibile, ma un giovane di grande prospettiva, e la società ha agito con equilibrio per sostituirlo con un profilo funzionale alla squadra».
Il caso di Pandolfi è stato analogo sotto un’altra luce: il giocatore, pur con buone qualità, ha manifestato malcontento per il minutaggio limitato e per la collocazione tattica all’interno della squadra, chiedendo maggiore spazio. Polito ha spiegato che la società ha deciso di trovare un’alternativa, senza però destabilizzare l’asset principale. «Pandolfi ha avuto richieste e opportunità – ha affermato – ma la nostra priorità era preservare l’equilibrio del gruppo e dare spazio a giocatori motivati e funzionali al nostro progetto. Per questo abbiamo optato per un inserimento mirato, come quello di Koffi, un profilo giovane e pronto a integrarsi perché rappresentava un investimento sul futuro: un profilo giovane, pronto a inserirsi gradualmente, con qualità tecniche e fisiche interessanti. Quando Pandolfi ha manifestato malcontento e la necessità di cercare più spazio altrove, abbiamo deciso di anticipare il suo inserimento nella rosa».
Secondo Polito, Koffi rappresenta un esempio chiaro della filosofia del Catanzaro, che punta a valorizzare giovani promettenti, dando loro la possibilità di crescere in un contesto equilibrato e competitivo. «Non si tratta di prendere un giocatore per accontentare i tifosi o il mercato – ha sottolineato il ds – ma di scegliere un profilo che possa integrarsi nel gruppo, contribuire alla squadra e, al tempo stesso, sviluppare le proprie potenzialità».
Ampio spazio è stato dedicato anche alla questione delle fasce e, soprattutto, all’attacco, uno dei reparti più discussi in chiave mercato. Il ds ha spiegato come, nel panorama attuale della Serie B, trovare attaccanti in grado di garantire un reale salto di qualità sia estremamente complesso, soprattutto per club che intendono mantenere un equilibrio economico sostenibile. «Oggi il mercato offre due possibilità – ha sottolineato – o ingaggi fuori da ogni portata o giocatori che girano sempre gli stessi nomi, senza reali garanzie».
In questo contesto si inserisce la decisione di non intervenire con un attaccante “di prima fascia”, scelta che Polito ha difeso anche alla luce della presenza in rosa di profili ritenuti validi e in crescita. «Abbiamo attaccanti che ci danno soddisfazioni – ha spiegato – e inserire un altro nome, solo per il gusto di farlo, rischierebbe di compromettere un equilibrio costruito nel tempo».
La partenza di Pandolfi, maturata a seguito di un malessere manifestato dal giocatore, ha rappresentato l’unica vera uscita significativa nel reparto offensivo. Anche in questo caso, Polito ha chiarito come la sostituzione sia stata effettuata seguendo una logica precisa, che ha portato all’arrivo di Koffi, profilo già seguito in prospettiva futura. «È un giocatore che avrei voluto portare a giugno – ha spiegato – ma ho deciso di anticipare l’operazione perché risponde alle caratteristiche che cerchiamo: età, margini di crescita e motivazioni ».
Il direttore sportivo ha inoltre fatto chiarezza sulle voci relative a presunti obiettivi di mercato, come Ettore Gliozzi attaccante del Modena, escludendo qualsiasi trattativa concreta. Secondo Polito, si è trattato di semplici contatti esplorativi, privi dei presupposti economici e strategici per essere sviluppati. «Un’operazione di quel tipo – ha ribadito – avrebbe creato uno squilibrio importante a livello salariale, con ripercussioni sull’intero gruppo». L’uomo mercato delle aquile ha escluso trattative concrete, spiegando come alcune operazioni siano semplicemente irrealizzabili per parametri economici e per l’impatto che avrebbero sullo spogliatoio. «Un ingaggio fuori scala – ha evidenziato – crea squilibri che nel lungo periodo si pagano».
Nel corso della conferenza, Polito ha più volte richiamato il concetto di sostenibilità, sottolineando come il Catanzaro abbia costruito negli ultimi anni una credibilità riconosciuta nel panorama calcistico nazionale, fondata sulla valorizzazione dei giovani, sulla gestione oculata delle risorse e sulla tutela dell’identità del club. «Qui vogliamo giocatori che abbiano orgoglio nel vestire questa maglia – ha affermato – e che siano disposti a lottare per questa città».
Non è mancato un riferimento al lavoro dello staff tecnico, definito dal ds come uno dei punti di forza del progetto, né alla crescita di diversi giovani già presenti in rosa, indicati come esempio concreto della bontà del percorso intrapreso. «I ragazzi hanno dimostrato di poter reggere il campionato – ha concluso – e dopo sette mesi sappiamo esattamente quali sono i valori della squadra».
Nel corso della conferenza stampa, il direttore sportivo Ciro Polito ha voluto soffermarsi in maniera significativa su due figure emblematiche dello spogliatoio giallorosso: Simone Pontisso e Alphadjo Cisse, indicati come esempi concreti di attaccamento alla maglia e di adesione piena al progetto Catanzaro.
Parlando di Pontisso, Polito ne ha sottolineato il valore che va oltre il campo, definendolo uno dei cuori pulsanti della squadra. Un giocatore che, pur in presenza di richieste e interessamenti, non ha mai manifestato la volontà di lasciare il club né ha creato situazioni di pressione nei confronti della società. «Pontisso è uno di quelli che ha questi colori addosso – ha spiegato il ds – uno che non ha mai bussato alla porta, pur sapendo di avere delle opportunità».
Un atteggiamento che, secondo Polito, rappresenta uno dei pilastri su cui il Catanzaro intende costruire il proprio presente e il proprio futuro. In un contesto calcistico sempre più dominato da dinamiche economiche e da logiche di mercato aggressive, la disponibilità di calciatori disposti a privilegiare il progetto sportivo e l’ambiente assume un valore centrale. «I giocatori più importanti della squadra non si toccano – ha ribadito – perché sono l’asset principale del Catanzaro».
Analogo il discorso relativo a Cisse, protagonista di una vicenda di mercato che avrebbe potuto portarlo lontano dalla Calabria già nel corso della sessione invernale. Polito ha raccontato come il calciatore fosse al centro di un’operazione che coinvolgeva club esteri di primo piano, ma che, consapevole dell’impatto che una partenza immediata avrebbe avuto sulla squadra, abbia scelto di proseguire il proprio percorso in giallorosso almeno fino al termine della stagione. «Cisse – ha spiegato – ha avuto la possibilità di andare subito in un club importante, ma ha deciso di restare per rispetto del gruppo e del percorso iniziato qui». Una scelta che il direttore sportivo ha definito “bella” e significativa, soprattutto alla luce del momento storico del calcio moderno, in cui la continuità progettuale viene spesso sacrificata sull’altare delle opportunità immediate. Secondo Polito, il Catanzaro rappresenta per Cisse non solo una tappa professionale, ma un contesto di crescita reale, sportiva e umana, che può rivelarsi determinante anche in prospettiva futura.
Il riferimento a Pontisso e Cisse si inserisce in una visione più ampia del mercato, che Polito ha più volte richiamato nel corso della conferenza: le operazioni in entrata e in uscita non possono prescindere dalla tenuta morale e identitaria del gruppo. «Qui deve restare chi ha voglia di stare a Catanzaro – ha affermato – chi indossa questa maglia deve farlo con orgoglio e responsabilità verso una città che vive di calcio».
Polito ha sottolineato come Liberali abbia compiuto, nel corso degli ultimi mesi, un salto di qualità importante, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo fisico e della maturità calcistica. «Tecnicamente è sempre stato forte – ha spiegato il ds – ma oggi è un giocatore più pronto, più strutturato, che ha bisogno di spazio per continuare il suo percorso».
Una crescita che ha inciso in maniera diretta sulle scelte di mercato del Catanzaro, contribuendo a orientare la società verso una linea di continuità piuttosto che di sovrapposizione. Secondo Polito, inserire ulteriori profili nello stesso ruolo avrebbe rischiato di limitare il minutaggio di un giovane in piena evoluzione, con il pericolo di rallentarne lo sviluppo. «Se un ragazzo dimostra di essere pronto – ha ribadito – il compito della società è metterlo nelle condizioni di giocare».
Il direttore sportivo ha inoltre evidenziato come Liberali rappresenti uno dei casi più emblematici della politica di ringiovanimento e creazione di valore perseguita dal club giallorosso. In un contesto in cui il mercato offre spesso soluzioni costose e di rendimento incerto, la crescita interna di un giovane assume un valore strategico, sia dal punto di vista tecnico sia in ottica futura.
Secondo il ds, casi come quello di Liberali dimostrano come il Catanzaro stia riuscendo a coniugare risultati sportivi e progettualità, costruendo una squadra capace di competere nel presente senza rinunciare a investire sul futuro. «Questi ragazzi – ha sottolineato – sono quelli che ci hanno portato a far parlare di Catanzaro».
Polito ha ricordato che Oudin, pur non avendo espresso pienamente le proprie qualità nel corso dei primi mesi, ha comunque avuto un ruolo importante nel percorso della squadra. «È vero che Oudin non ha reso come speravamo – ha spiegato il ds – ma bisogna considerare il contesto: ha giocato in un momento difficile per il Catanzaro, in cui alcune scelte erano già orientate a favorire la crescita di giovani talenti come Liberali». Secondo Polito, la presenza di Oudin ha avuto anche un effetto positivo indiretto: la necessità di gestire i minuti e le responsabilità ha permesso ad altri giocatori emergenti di trovare spazio e crescere. In questo senso, Oudin non è stato un problema, ma parte di un processo più ampio di costruzione e consolidamento della squadra. «Se Oudin non ci fosse stato – ha aggiunto Polito – alcuni giovani avrebbero rischiato di bruciare il proprio percorso. Il suo inserimento è servito anche a questo».
Polito ha sottolineato come Pittarello stia attraversando un periodo di grande crescita, entrando in campo con fiducia e determinazione: «Pittarello è un ragazzo che sta dando grandi soddisfazioni – ha dichiarato – sia sul piano tecnico sia su quello caratteriale. È entrato in campo con fiducia, ha saputo integrarsi rapidamente nella squadra e sta contribuendo al nostro gioco con impegno e continuità».
In chiusura, Polito ha ribadito come il mercato invernale debba essere letto alla luce di una visione più ampia, che guarda al presente ma soprattutto al futuro del Catanzaro. «Il nome può accontentare per qualche giorno – ha detto – poi è il campo a parlare. Noi abbiamo scelto di difendere il gruppo, continuare su una linea chiara e portare avanti un progetto fatto di equilibrio, crescita e identità».





