Catanzaro-Palermo, settore ospiti chiuso: perché non aprirlo alla città?

Una proposta per trasformare il divieto di trasferta in un’occasione di partecipazione e riempire in sicurezza il settore ospiti del “Ceravolo”

di Raffaele Petrucci
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La decisione del GOS di vietare la trasferta ai tifosi del Palermo cambia inevitabilmente il clima di avvicinamento alla semifinale playoff del “Ceravolo”. Domenica sera non ci sarà il settore rosanero, non ci sarà la cornice ospite che una partita di questo peso avrebbe potuto portare con sé, e una parte dello stadio rischia di restare vuota proprio nella serata più attesa.
Da qui nasce una proposta semplice, ma tutt’altro che banale: se il settore ospiti è chiuso ai tifosi del Palermo, perché non valutare la possibilità di aprirlo ai tifosi locali?
Non si tratta di aggirare il provvedimento, né di sottovalutare le ragioni di ordine pubblico che hanno portato alla decisione. Al contrario, il punto è proprio rispettare la finalità del divieto: impedire la presenza della tifoseria ospite e prevenire eventuali criticità legate alla gestione dei flussi e al contatto tra gruppi contrapposti.
Ma se il settore è interdetto ai sostenitori rosanero, nulla vieta, almeno in astratto, che gli organi competenti possano valutare una diversa destinazione dello spazio, purché in condizioni di piena sicurezza.
La normativa sugli impianti sportivi e sulla gestione dell’ordine pubblico attribuisce infatti al GOS un ruolo centrale nella verifica delle misure organizzative, nella gestione dell’evento e nell’adozione delle prescrizioni necessarie. Ogni eventuale apertura del settore ospiti ai tifosi locali dovrebbe quindi passare da una valutazione espressa delle autorità competenti, con regole chiare e controlli rigorosi.
La proposta potrebbe essere questa: destinare quello spazio a una platea locale selezionata e ordinata, ad esempio famiglie, giovani tifosi, scuole calcio, associazioni sportive del territorio o sostenitori giallorossi individuati attraverso vendita nominativa e tracciabile.
Una scelta del genere avrebbe un duplice valore. Da un lato consentirebbe di non lasciare inutilizzata una parte dello stadio in una partita storica per il Catanzaro. Dall’altro trasformerebbe una misura restrittiva in un’occasione di partecipazione civica e sportiva.
Naturalmente, nessuna improvvisazione. Servirebbero biglietti nominativi, divieto assoluto di cessione, controlli rafforzati agli ingressi, accessi separati, stewarding dedicato e verifica preventiva della compatibilità con il piano di sicurezza dello stadio.
Ma proprio perché la partita è delicata, la soluzione non dovrebbe essere scartata a priori.
Il “Ceravolo” domenica sera sarà il cuore sportivo della città. Lasciare vuoto un settore potrebbe apparire comprensibile sotto il profilo prudenziale, ma aprirlo in modo controllato ai tifosi locali sarebbe un segnale forte: sicurezza sì, ma anche buon senso, organizzazione e partecipazione.
Catanzaro-Palermo non è solo una semifinale playoff. È una serata che appartiene a una comunità intera. E allora la domanda è legittima: se i tifosi ospiti non possono esserci, perché non permettere alla città di riempire quello spazio?
La decisione spetta agli organi competenti. Ma la proposta merita di essere valutata.

In foto: Tifosi dell’Avelino al “Ceravolo” in curva est in occasione del match playoff Catanzaro – Avellino

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