Catanzaro – Juve Stabia 2-2, Abate: “Orgoglioso dei ragazzi, ma dobbiamo crescere sulle palle inattive”

di Mattia Dalmazio
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Dopo l’1-1 maturato al “Ceravolo” contro il Catanzaro, il tecnico della Juve Stabia Ignazio Abate ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, evidenziando sia gli aspetti positivi che le aree da migliorare.

Sul match“Mi è piaciuto moltissimo il primo tempo dei ragazzi, siamo venuti qui con qualità e mentalità. Siamo stati propositivi, organizzati e convinti. Nella ripresa, però, abbiamo iniziato a pensare troppo presto solo a difenderci: potevamo gestire meglio alcune fasi del gioco”.

Un passaggio importante della gara è stato l’espulsione di Cacciamani, che ha complicato i piani della formazione stabiese. Abate, però, preferisce guardare l’episodio in ottica di crescita:“Il rosso aiuterà Cacciamani a crescere, sono situazioni che capitano. I giovani danno tanto, ma a volte commettono errori. Fa parte del percorso”.

Più critico il tecnico sul tema delle reti subite da palla inattiva, che continua a essere un nodo irrisolto:“Sono episodi che ci devono far riflettere. Dobbiamo compiere uno step in avanti sotto questo punto di vista, perché a questi livelli fanno la differenza”.

Nonostante tutto, Abate si dice soddisfatto della reazione e dell’atteggiamento della squadra:“Mi porto a casa il cuore e gli attributi che i ragazzi hanno messo per non perdere. È un punto guadagnato, che va valorizzato per quello che rappresenta su un campo difficile”.

L’allenatore si sofferma anche sul tema delle ammonizioni, ritenute spesso eccessivamente punitive:“Spesso prendiamo gialli leggeri. Alcune domande ce le dobbiamo fare, anche in questo serve crescere”.

Guardando avanti, l’ex terzino del Milan si proietta già alla sfida di martedì contro il Mantova, sottolineando l’importanza del primo tempo giocato a Catanzaro come base per il futuro: “Quel primo tempo deve darci autostima e consapevolezza. Martedì affronteremo un Mantova che, per principi, ricorda questo Catanzaro. Faremo qualche cambio rispetto a oggi, ma la squadra ha un’identità chiara e sa interpretare bene tempi e spazi”.

Infine, un cenno alla scelta di inserire Burnete nel finale: “È entrato in un momento molto complicato, ma l’ho scelto per cercare profondità in una fase in cui il Catanzaro spingeva forte. È stata anche una decisione in prospettiva della prossima gara. A questi livelli, giocare in inferiorità numerica contro avversari di questa qualità non è semplice”.

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