Calcio in lutto: si è spento Igor Protti

Il mondo del calcio dice addio a Igor Protti. L'ex attaccante, entrato nel cuore di generazioni di tifosi, anche degli avversari. Da un anno combatteva contro la malattia

di Redazione uscatanzarocalcionews
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Il mondo del calcio dice addio a Igor Protti. L’ex attaccante, entrato nel cuore di generazioni di tifosi, anche degli avversari, grazie alle sue imprese in campo e al profondo legame con Livorno, è morto venerdì 19 giugno all’età di 58 anni dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia. La scomparsa del bomber è stata resa noto oggi dalla famiglia.

La notizia della sua scomparsa ha rapidamente attraversato l’Italia sportiva, suscitando cordoglio e commozione tra società, ex compagni, tifosi e appassionati che negli anni avevano imparato ad apprezzarne non solo le qualità realizzative, ma anche le doti umane.

Un anno di battaglia vissuto a viso aperto

Protti aveva scelto di affrontare pubblicamente la sua malattia fin dal primo momento. Nell’estate del 2025 aveva raccontato di aver scoperto un tumore al colon e di essere stato sottoposto a un intervento chirurgico, avviando successivamente le cure oncologiche.

Con la trasparenza che lo aveva sempre contraddistinto, aveva condiviso con tifosi e amici le diverse fasi del percorso terapeutico, senza nascondere le difficoltà ma mantenendo sempre uno sguardo fiducioso. Un atteggiamento che gli aveva permesso di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio di forza e speranza per molte persone alle prese con situazioni analoghe.

La sua ultima uscita pubblica risale a poche settimane fa, durante il matrimonio della figlia Noemi, un momento di serenità vissuto accanto agli affetti più cari.

Un bomber capace di lasciare il segno in ogni categoria

Nato a Rimini nel 1967, Protti ha costruito una carriera fuori dal comune. La sua storia calcistica è stata caratterizzata da una straordinaria continuità sotto porta, che gli ha consentito di conquistare il titolo di miglior marcatore nelle tre principali categorie professionistiche del calcio italiano: Serie A, Serie B e Serie C.

Dagli esordi in Romagna alla definitiva consacrazione con il Bari, il suo nome è diventato sinonimo di gol e determinazione. Qualità che lo hanno accompagnato fino all’approdo a Livorno, la piazza che più di ogni altra ha segnato la sua vita sportiva e personale.

Livorno, una storia d’amore oltre il calcio

Quando arrivò in amaranto alla fine degli anni Novanta, pochi immaginavano che sarebbe diventato una delle figure più rappresentative della storia del club. Con la fascia di capitano al braccio, Protti guidò la squadra in un percorso straordinario che riportò il Livorno ai massimi livelli del calcio nazionale.

Per i tifosi non era soltanto un attaccante: era il leader, il trascinatore, il volto di una squadra che seppe restituire entusiasmo e orgoglio a un’intera città. Non a caso il suo numero 10 è stato ritirato, un tributo riservato a chi ha lasciato un’eredità indelebile.

Anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, continuò a essere un punto di riferimento per l’ambiente amaranto, mantenendo un rapporto costante con il club e con i suoi sostenitori.

L’ultimo abbraccio della sua città

Tra le immagini che resteranno impresse nella memoria collettiva c’è quella del dicembre 2025, quando, nonostante la malattia, Protti partecipò al passaggio della fiaccola olimpica sul lungomare di Livorno. Un gesto che sintetizzava perfettamente il suo carattere: la volontà di esserci, di condividere emozioni e di non arrendersi mai.
Con commozioni ci stringiamo al dolore della famiglia.

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