Analisi tecnica: come gioca il Venezia di Giovanni Stroppa

di Nicola mazzuca
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Ospite al Nicola Ceravolo, nell’undicesima giornata di campionato, è il Venezia. Si tratta di un club con un organico di notevole valore, a forte composizione straniera (più del 70% dei calciatori è di nazionalità estera). L’allenatore è l’esperto Giovanni Stroppa che, nella passata stagione, ha guidato la Cremonese, promossa in serie A dopo i play off.

Fase di possesso.

Il Mister poc’anzi richiamato dispone la sua squadra con il 3-5-2. In fase di possesso, i reparti del Venezia si muovono in una struttura formata da varie linee verticali. L’avvio della manovra è affidato ai difensori centrali ed al play basso (cosiddetto 3+1), con gli esterni che si allargano. Le due mezze ali offrono soluzioni interne, e le due punte lavorano in coppia: una, più arretrata, gioca in appoggio, l’altra, più avanzata, in profondità. In termini più precisi, significa che, superata la prima pressione, l’undici lagunare si dispone più o meno a ventaglio. I due quinti di centrocampo garantiscono ampiezza costante. Le mezze ali, entrambe di gamba e dotate di timing (progressione, passaggio, inserimento), si spostano senza palla per attaccare lo spazio: quindi, per ricevere la sfera stessa in zona di rifinitura o di conclusione diretta a rete. La punta più bassa viene incontro, evidentemente allo scopo di offrire una linea di passaggio, creare varchi per i compagni e far salire la manovra. Il collega di reparto si spinge in area di rigore (o verso di essa) cercando lo spazio fra le linee difensive. Per inciso, tali movimenti dei calciatori più offensivi sono un autentico marchio di fabbrica di Giovanni Stroppa che, non per niente, impiega in genere un centravanti e, con questo, un elemento qualificabile come trequartista più che come attaccante vero e proprio.

Fase di non possesso.

In sede di contenimento, il Venezia si trasforma in una sorta di 5-1-3-1. Vale a dire che gli esterni si abbassano fin quasi alla linea dei difensori, che il play fa da schermo al pacchetto arretrato e che la seconda punta si sistema fra le due mezze ali, con la prima qualche metro più avanti e pronta ad attaccare immediatamente la profondità (assieme ad almeno un compagno che si trova alle sue spalle) in ipotesi di transizione positiva (ossia di recupero della sfera). Le linee, in ogni caso, si mantengono abbastanza alte e compatte: piuttosto raro, difatti, che la squadra veneta si schiacci a protezione della sua area di rigore, fatte salve, ovviamente, le situazioni da palla inattiva. Il pressing è orientato sul calciatore opposto, ma con riferimenti di zona: vale a dire che l’obiettivo è forzare la contendente a lanciare lungo oppure a dirottare il pallone sui lati. In questa seconda ipotesi, i quinti accorciano in maniera aggressiva sul portatore.

Punti deboli.

Come accennato, il Venezia ha una rosa che, almeno sulla carta, è fra le più valide della categoria. Basti pensare, in proposito, che il valore economico di essa, secondo un sito specializzato, si aggira intorno ai 50 milioni di Euro. Nondimeno, al pari di tutti i club del pianeta, non è esente da qualche problema. I principali, in linea di massima, sono identici a quelli del Palermo, ultima squadra affrontata (e sconfitta) dal Catanzaro fra le mura amiche. L’undici lagunare, al pari di quello rosanero, fa dipendere il suo calcio dalla costruzione dal basso (autentico diktat di Giovanni Stroppa), dal possesso prolungato, dal grande lavoro degli esterni in entrambe le fasi. Pertanto, un errore tecnico (da cui può discendere una transizione negativa), una manovra interrotta dal pressing alto, od anche il solo dispendio di energie, possono determinare situazioni molto molto complesse.

Possibile formazione.

Con la sola eccezione di Juve Stabia e Bari, il cui scontro diretto è stato rinviato, le formazioni cadette sono tutte alla terza partita in una settimana o poco più. Pertanto, non è impossibile che il tecnico cambi qualcuno degli interpreti che pure hanno ben figurato nel nono turno di campionato, contro il Südtirol. Provando ad indovinare le intenzioni dello stesso Stroppa, quanto mai probabile che i pali saranno difesi dal serbo Filip Stanković. La linea difensiva potrebbe essere composta da Seid Korač, Marin Šverko e Joël Schingtienne. La mediana, da destra a sinistra, con Antoine Hainaut, Enrique Pérez Muñoz (meglio noto come Kike Pérez), Gianluca Busio, Issa Doumbia e Bartol Franjic. In attacco, verosimile che la coppia sia formata da John Yeboah (più di appoggio) e Andrea Adorante (più di profondità).

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