Sabato prossimo, per la sedicesima giornata di campionato, ospite del Catanzaro sarà l’Avellino, allenato dal quarantottenne Raffaele Biancolino.
Fase di possesso e sviluppo.
L’accennato tecnico schiera la sua formazione (a parte, ovviamente, il portiere) con tre difensori, cinque centrocampisti e due attaccanti. Fra i mediani, appunto, uno agisce da play basso, mentre un altro opera come mezzala di squilibrio o trequartista, alternandosi nel ruolo con il collega in linea. Il modulo, pertanto, può essere definito, in linea di massima, quale 3-1-4-2. Infatti, anche nei casi (più rari) in cui il Mister ha adottato, in apparenza, una difesa a quattro, il laterale destro, in fase di possesso, si è alzato, con il mancino che è restato più basso. Contemporaneamente, uno dei centrocampisti è diventato una sorta di quinto a sinistra. In linea di massima, un impianto simile a quello del Catanzaro diretto da Vincenzo Vivarini due stagioni or sono, con Veroli, o Krajnc, in posizione più guardinga e Katseris, o Mario Šitum, a spingere sulla fascia. In sede di prima costruzione, davanti ai centrali, relativamente larghi fra loro, si sistema un mediano basso. Si forma così una specie di rombo, più il portiere, che può essere coinvolto negli scambi, che ha il compito di superare la prima pressione avversaria. Nello sviluppo (eventuale), la sfera può viaggiare sui lati oppure per vie centrali. In entrambi i casi, gli esterni creano ampiezza e garantiscono potenziali tagli interni, mentre i centrocampisti più centrali operano con o senza palla al fine, rispettivamente, di partecipare in prima persona alla manovra oppure di ricevere il pallone in zona di rifinitura od anche di aggredire gli spazi, con possibili inserimenti nei sedici metri avversari. Le due punte, infine, si muovono in maniera sincronizzata, attaccando entrambi verso i pali avversari (distribuiti fra loro), oppure andando incontro, a turno, al portatore. In quest’ultima ipotesi, evidentemente, l’attaccante di profondità è seguito da altri compagni di squadra, e tutti insieme riempiono l’area di rigore.
Fase di non possesso.
In sede di contenimento, la squadra irpina si trasforma in una sorta di 5-1-3-1. L’attaccante più alto scherma il play opposto e quello più basso, con le due mezze ali (oppure una mezzala ed il trequartista), seguono i loro riferimenti a centrocampo (pressing sul possesso). Inoltre, i tre difensori centrali, con il mediano dinanzi a loro, proteggono l’area di rigore, mentre gli esterni si abbassano allo scopo di chiudere sulle corsie (difesa posizionale). L’obiettivo principale di tali operazioni è la transizione positiva, magari in zona alta del terreno di gioco, ma la formazione di Biancolino si accontenta anche di togliere linee di passaggio (specie interne) ai calciatori avversari, costringendoli a lanci lunghi. Il possesso, del resto, si può riconquistare anche in questo modo.
Punti deboli.
La compagine irpina vanta un discreto attacco (diciotto reti realizzate), ma dopo il Pescara, attuale fanalino di coda, ha la peggiore difesa della categoria: ben ventisei i goal subiti nelle prime quindici giornate. Indizio palese di qualche lacuna. In effetti, l’undici di Biancolino, in più gare, ha mostrato gravi distanze fra i reparti, anche a causa di una fase di non possesso distribuita fra quattro linee, che son diventate anche di più quando gli esterni hanno avvertito fatica nei rientri. In molti casi, la pressione sui calciatori opposti è apparsa scarsamente incisiva. Tali deficienze hanno esposto a pericolose insidie il pacchetto arretrato, per altro non sempre apparso perfetto nei movimenti e talvolta anche poco cattivo (agonisticamente) nei duelli individuali. Anche la scarsa fisicità dei centrocampisti e la troppa lentezza di qualche elemento sono stati causa di problemi.
Possibile formazione.
La formazione che sarà opposta al Catanzaro, almeno dal primo minuto, non dovrebbe essere molto diversa da quelle che, nelle ultime due giornate, hanno ben figurato prima a Bolzano e poi fra le mura amiche contro il Venezia (due sole modifiche rispetto all’undici vittorioso sul Südtirol). Pertanto, davanti al portiere Giovanni Daffara, i tre difensori centrali dovrebbero essere Patrick Enrici, Lorenco Šimić e Alessandro Fontanarosa. Da play basso dovrebbe agire Luca Palmiero, con dinanzi a lui, da destra a sinistra, Filippo Missori, Martin Palumbo, Dimitrios Sounas (ex della sfida) e Tommaso Cancellotti. Tuttavia, quanto alla mediana, non si può escludere l’impiego del giovanissimo italo-ghanese Justin Kumi. In tale caso, a sedere inizialmente in panchina sarebbe probabilmente Cancellotti, con Sounas a surrogarlo. In attacco, i maggiori indiziati a vestire maglia da titolare sono Gennaro Tutino e Tommaso Biasci, altro ex della partita.






