Lunedì prossimo, festa dell’Immacolata Concezione, per il quindicesimo turno di campionato, il Catanzaro sarà di scena all’Alberto Braglia, tana del Modena, allenato dal cinquantunenne Andrea Sottil. Questi predilige un pacchetto arretrato composto da tre elementi, una mediana folta con quinti in spinta costante e due attaccanti che agiscano, rispettivamente, in appoggio ed in profondità.
Fase di possesso.
La costruzione dell’undici emiliano parte in genere dai difensori centrali. Da uno di questi, la sfera è scaricata su un mediano (preferibilmente il play) che si abbassa. Quest’ultimo apre il gioco su uno dei lati oppure verticalizza per un compagno di reparto, sistemato alcuni metri più avanti, od anche per la seconda punta che viene incontro. Con minor frequenza, i canarini cercano la verticalizzazione immediata, ossia il lancio lungo dei centrali difensivi o del portiere: in linea di massima, l’ipotesi si verifica nelle situazioni in cui si apra un corridoio centrale o laterale nel quale potrebbero infilarsi una mezzala, un attaccante od un esterno.
Superata la prima linea di pressione opposta, l’undici emiliano sviluppa il suo calcio soprattutto con i suoi atleti laterali, che non per niente una nota testata sportiva definisce «motori dell’attacco». In effetti, le manovre offensive del Modena, fatte di scambi talvolta rapidi talaltra più pazienti, senza far mancare alcune iniziative personali, conducono sovente gli esterni al cross, al passaggio che favorisce il compagno giunto a rimorchio, addirittura alla finalizzazione. Inoltre, gli stessi esterni possono tagliare verso il centro, aggredendo l’area di rigore avversaria (quasi da ali di antico stampo), e così attirare su di loro i difensori opposti. Con tale azione, possono più facilmente crearsi spazi invitanti per gli attaccanti o per i centrocampisti.
Fase di non possesso.
Evitando i crudi numeri (5-4-1, 4-4-2, eccetera), che avrebbero mero valore nominale, si può rilevare, anzitutto, come la formazione di Andrea Sottil impieghi il pressing come sua prima azione difensiva. Questo è portato sia dagli attaccanti sia dai centrocampisti, ciascuno con precisi ed agonisticamente feroci riferimenti. L’obiettivo, evidentemente, è il recupero del possesso, possibilmente nella trequarti offensiva, per poter verticalizzare verso le punte il più rapidamente possibile. In difetto di transizione, al Modena sta bene anche il non far giocare l’altra squadra, costringendola al lancio lungo. Tuttavia, è bene precisare che i mediani della squadra emiliana non difendono sistemandosi in linea rigorosamente retta. Alcuni (due, talvolta tre) fanno densità per impedire che i calciatori avversari ricevano la sfera in zona di rifinitura, un altro si incolla all’opposto che prova ad inserirsi fra centrocampo e difesa. A proposito di quest’ultima, è estremamente raro che essa sia eccessivamente bassa. In genere si sistema negli ultimi 30/35 metri, con i calciatori ben scaglionati e pronti all’anticipo ed alle scalate.
Punti deboli.
Crearsi facili illusioni da tifosi sarebbe sciocco. Il Modena non è stato brillantissimo nelle ultime due o tre giornate, ma è, e resta, una delle migliori compagini della categoria. Solida, aggressiva, organizzata, compatta. Crea tante occasioni da goal in ogni partita e la sua difesa è la meno perforata, assieme a quella del Monza (nove reti al passivo). L’organico, vasto e composto da calciatori esperti ed ottimi atleti più giovani, è di notevole valore. Tuttavia, anche la squadra emiliana, al pari di tutte le altre del globo, non è esente da qualche problema e da tre in particolare. Forse, i lettori più competenti le hanno già intuite, scorrendo le righe che precedono, ma le si vuole puntualizzare a beneficio di tutti. Il primo dipende dall’impiego degli esterni. Sistemarli altissimi, a supporto degli attaccanti, comporta che il terreno di gioco da coprire, alle loro spalle, è di ampie dimensioni. Ne derivano elevato dispendio di energie e pericoli non indifferenti nell’ipotesi in cui un centrocampista o un braccetto non riescano ad ovviare ad una transizione negativa. Il secondo riguarda il mediano che va in marcatura sull’avversario che si posiziona fra le linee. Marcare un calciatore non significa, ovviamente, vincere ogni duello. Se quello della formazione emiliana lo perde, il pacchetto arretrato si trova esposto ad alti rischi. L’ultimo attiene proprio alla difesa. Come si è accennato, i difensori, appunto, sono scaglionati e pronti all’anticipo ed alle scalate. Significa che se un primo è superato o fallisce un intervento, viene in soccorso proprio quello che è scalato alle sue spalle. Una teoria di Andrea Sottil certamente valida, ma lacunosa. Un solo errore nel meccanismo comporta una situazione insidiosissima. Per rendersene conto, basta osservare la rete del Cesena, nell’ultimo turno di campionato.
Possibile formazione.
Come si è poc’anzi rilevato, la rosa del Modena è valida e profonda. Pertanto, è impresa davvero difficile indovinare l’undici che, al fischio d’inizio, fronteggerà le Aquile. Ad ogni modo, chi scrive si vuole affidare, per la sua ipotesi, ai calciatori che il Mister ha maggiormente utilizzato nelle prime quattordici gare della stagione. I pali, quindi, dovrebbero essere difesi dall’italo-argentino Leandro Chichizola, che nel 2024/2025, in qualità di portiere dello Spezia, fu purgato da Filippo Pittarello… pardon… dal dottor Filippo Pittarello, atteso che il ragazzo, nei giorni scorsi, ha conseguito la Laurea in Economia Aziendale, con il massimo dei voti e la lode. Da chi scrive, da tutta la Redazione del sito, da chi vorrà aggiungersi, congratulazioni per il brillante risultato. Bene. Davanti a Chichizola, appunto, il pacchetto arretrato potrebbe essere composto da Daniel Tonoli, Davide Adorni e dall’olandese Bryant Nieling. A centrocampo, i due esterni dovrebbero essere Luca Zanimacchia a destra e Francesco Zampano a sinistra, con Fabio Gerli, il promettente Alessandro Sersanti e Simone Santoro al centro del reparto. Tuttavia, qualche chance di ottenere una maglia da titolare ce l’ha il finlandese Niklas Pyyhtiä (cognome davvero difficile da pronunziare). In attacco, un posto sarà occupato da Ettore Gliozzi, bomber della squadra con sette reti. Al suo fianco, la scelta dovrebbe ricadere su uno fra Francesco Di Mariano e Grégoire Defrel (francese di origini martinicane), con il secondo leggermente favorito.






